Nell’ambito dei festeggiamenti in onore dell’Unità d’Italia il Comune di Putignano ha voluto realizzare un ciclo di interventi tutti interessanti con la presenza di personalità di spicco. Il 14 aprile toccò a Raffaele Nigro intervenire per parlare di brigantaggio, oggi è stata la volta del prof. Giuseppe Poli, docente all’Università di Bari nonché presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano che, nell’auditorium della Scuola Media Stefano da Putignano, ha disquisito sul tema: il Mezzogiorno d’Italia prima e dopo l’unità, problemi sociali ed economici.
Introdotto dalla preside Senesi, dall’assessore Gianni Campanella e dal prof. Piero Sisto il prof. Poli ha subito detto che l’Italia ha raggiunto un’unità politica in ritardo rispetto ad altre nazioni come Francia ed Inghilterra poiché queste ultime si sono potute avvalere delle due grandi rivoluzioni presenti nella loro storia: la rivoluzione francese e la rivoluzione industriale, entrambe giunte sul finire del 1700. La rivoluzione francese in particolare, di riflesso, muta le condizioni del Mezzogiorno d’Italia.
Nel primo ‘800 le riforme francesi (abolizione della feudalità, abolizione dei conventi e del demanio) crearono aspettative di rinnovamento nella popolazione del Mezzogiorno dando così speranza di vita migliore ai contadini. Tuttavia nel sud Italia non tutti erano propensi all’Unità riducendo alcune fasce della popolazione al brigantaggio ed il prof. Poli si lascia andare ad una provocazione: “Non difendo il brigantaggio come fa qualcuno…”.
Nel corso del 20° secolo le condizioni del sud restano arretrate rispetto a quelle del nord, complice anche la mossa della sinistra di De Pretis e Crispi che ha preferito puntare sul triangolo industriale Milano – Torino - Genova penalizzando così il Mezzogiorno, ma le condizioni del sud non peggiorano immediatamente dopo l’Unità d’Italia bensì nei decenni successivi ed in maniera progressiva.
Chiosa finale del prof. Poli rimarcata anche dal Sindaco De Miccolis: “Non siamo condannati al sottosviluppo, possiamo cambiare le cose capendo dove si può migliorare. La responsabilità è anche nostra, perché dal 1861 siamo stati noi ad eleggere i nostri governanti”. Chiude il Primo Cittadino rivolgendosi alla platea con delegazioni di altre scuole: “Per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia non abbiamo voluto limitarci a stendere bandiere per le strade, ma abbiamo voluto questo tipo di incontri per trarne spunti di approfondimento in modo da poter essere consapevoli di ciò che si è stati per migliorare il futuro”.
Il prossimo appuntamento sarà l’ultimo e si terrà venerdì 20 maggio alle 18.30 presso la Biblioteca Comunale, interverrà il prof. Piero Sisto sul tema: “Risorgimento ed Unità d’Italia a Putignano, da Gianfedele Angelini ad Antonio Karusio”.

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P.S. le bandiere non si stendono ma si fanno sventolare con orgoglio.