La Biblioteca Comunale di Putignano ha ospitato venerdì 15 aprile un incontro- dibattito sulla frode sportiva e sul doping. L’iniziativa, organizzata dagli avvocati putignanesi, ha visto la numerosa partecipazione di autorità civili e militari, nonché dirigenti sportivi e curiosi che praticano sport, anche a livello non agonistico.
Ospiti e relatori dell’incontro sono stati: il dott. Pietro Errede, giudice della Sezione Penale del Tribunale di Putignano, il dott. Antonio Negro, Sostituto Procuratore del Tribunale di Lecce e, infine, il medico legale dott. Roberto Vaglio.
Al dibattito è intervenuto il consigliere regionale Michele Boccardi, il quale ha affermato che oggi lo sport non per tutti: è cultura, sudore e fatica, ma alcuni, per la voglia di raggiungere obiettivi nel più breve tempo possibile, prendono scorciatoie assumendo sostanze illegali.
Nell’introdurre i relatori, l’avv. Elisabetta Console ha ricordato come l’assunzione di sostanze dopanti, che non fanno sentire la fatica e migliorano le prestazioni agonistiche, è un’usanza molto antica, risalente anche ai Romani, i quali atleti, soprattutto lottatori, erano soliti aiutarsi con tali preparati.
Il dott. Pietro Errede, autore di un libro sulla frode sportiva e sul doping relativo al caso sportivo che ha visto coinvolta la Juventus, ha effettuato un excursus sulle leggi e sulla loro influenza nel mondo sportivo: “nel 1989, con la legge 401, usare sostanze dopanti era solo frode sportiva: infatti la pena era un’ammenda, comminata perché non si erano effettuate le gare secondo le regole dello sport”.
“Nel 2000 con la promulgazione della legge 376, l'assunzione di sostanze dopanti ha assunto rilevanza penale: compie reato chiunque assume o fa assumere sostanze che migliorino e che influenzino la prestazione sportiva. La pena è la reclusione da 3 mesi a 3 anni, nonché qualora il reato sia compiuto da un esercente della professione sanitaria, la sospensione dalla stessa. Le aggravanti di reato riguardano qualora la pratica illecita produca danni alla salute dell’atleta, nel caso l’atleta sia minorenne e, infine, se il soggetto somministrante sia un membro del CONI – afferma il giudice dott. Errede”.
Il dott. Negro, nel suo intervento, ha spiegato che la parola “doping” proviene dal nome di una bevanda alcolica usata dai cacciatori dell’Africa Nera in epoca primitiva. In tal caso l’uso della sostanza è giustificabile per la sopravvivenza del villaggio di appartenenza, ma la stessa cosa non può dirsi per l’uso di tale pratica nell’ambito sportivo.
“Il problema collaterale a questo reato è lo spaccio, reato perseguibile anche attraverso intercettazioni. Ma è necessario che gli operatori giuridici siano preparati a tali tipi di reati e soprattutto alla configurazione del territorio – conclude il dott. Negro, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Lecce”.
Infine, è intervenuto il dott. Vaglio, il quale ha spiegato quali siano gli effetti di tali sostanze sulla salute degli atleti, soprattutto giovani: “Si può andare dai classici problemi all’apparato cardiaco, agli sbalzi d'umore, fino ad arrivare, nei ragazzi che usano tali sostanze durante la fase dello sviluppo, al blocco dello stesso, nonché a problemi più seri come la sopravvenienza di alcuni tumori”.
La parola ai nostri lettori: secondo voi, ne vale la pena?
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Commenti
è di questi giorni, invece, la dichiarazione di un maratoneta della nazionale -Roberto Barbi- che denuncia l'uso personale di doping e rivela che anche a livello amatoriale è una pratica molto diffusa. forse sono queste le persone più adatte a parlare di doping ed a scoraggiarne l'uso che non un gruppo di avvocati che bla..bla..bla..
INFORMATI PRIMA La juve è stata ASSOLTA non prescrizione per doping!!
LA cassazione ritenne giusto annullare il giudizio di secondo grado che aveva assolto Giraudo e Agricola che erano stati assolti per abuso di farmaci (che non è doping) (e che come dimostra il caso Cannavaro nel parma erano tutti farmaci nelle liste di quelli consentiti che utilizzano tutti).
Per tutti quelli che vogliono sapere come sono andati realmente i fatti sulla colonna di sinistra trovate tutto sulla vicenda "doping" ma sono sicuro che non lo farete mai
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Juventus_Football_Club
Il carissimo dottore Errede dovrebbe anche parlare di questo:
Un libro del 2004 a cura di Fabrizio Calzia dal titolo “Il terzo incomodo. Le pesanti verità di Ferruccio Mazzola” racconta con le parole del fratello del più noto numero dieci interista Sandro, come l’allora tecnico Herrera facesse un "uso disinvolto del doping per potenziare al massimo le prestazioni della squadra e per conseguire i gloriosi risultati poi effettivamente raggiunti". L'Inter ha querelato la casa editrice del libro (Bradipolibri) ma ha perso la causa e ha dovito pagare le spese processuali.