Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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LA GOCCIA PRESENTA CARMINE LOSAVIO, IL BARBIERE

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Prosegue il ciclo d’incontri sui mestieri antichi, promosso dall’associazione “La Goccia” del presidente Pinuccio Mangini, che per l’occasione ha presentato il barbiere Carmine Losavio.

“La barba, segno distintivo della figura maschile, ha simboleggiato varie cose nell’antichità: per gli Egiziani, che la tagliavano all’inizio con conchiglie opportunamente sagomate e affilate, in seguito con grezzi rasoi, simboleggiava l’appartenenza a un popolo estero, a un popolo barbaro - ha spiegato il sig. Mangini - Per i Greci era simbolo di saggezza, per i Romani, che la tagliavano con l'antenato del rasoio moderno, era simbolo di trascuratezza e di lutto, al contrario dei Musulmani, per i quali rappresentava virilità e saggezza”.

“Nel VI sec. d. C. con il Concilio di Calcedonia - racconta il presidente Pinuccio Mangini - fu introdotta la tonsura per le classi clericali e nel Medioevo, tranne che per gli anacoreti, che avevano la lunga barba come simbolo di saggezza, rappresentava il demonio”.

Protagonista della serata è stato uno storico barbiere putignanese: Carmine Losavio, il quale ha ricordato i suoi inizi presso il salone da barba di Tommaso Ferrante e l’apertura di un negozio tutto suo all’età di 23 anni.

Il salone del barbiere era soprattutto un luogo di incontro, dove, anche grazie alla mancanza dei giornali, ci si scambiavano notizie e pettegolezzi. Impressa è rimasta nel sig. Losavio la figura del maestro Albano, che assiduamente frequentava la sua bottega, dandogli anche consigli.

“Il garzone appena assunto doveva tener pulito il salone, spazzolare gli abiti dei clienti, magari valutando se avessero i soldi per la mancia, insaponare i menti. – racconta Losavio - L'insaponatura veniva effettuata con un pennello in setole naturali, bagnato in una piccola bacinella, per il risparmio dell'acqua, e con un sapone di origine naturale. Il ‘maestro’ titolare procedeva alla rasatura, effettuata con un rasoio a lama che veniva ripiegata nel manico. Prima di procedere alla rasatura, però, il garzone cominciava ad avere confidenza con la lama passandola su ‘A strapp’, una sorta di cintura che serviva per dare il filo al rasoio e per disinfettarlo”.

“Per quanto riguarda i capelli, all'inizio il ragazzo di bottega si occupava dei ragazzini usando la tosatrice: era tradizione che a fine anno scolastico, con l'avvento della bella stagione, i ragazzini venissero tosati per questioni di praticità, perchè si riteneva che questa pratica fosse igienica e rinforzasse il capello - ha continuato il maestro Losavio”.

Dopo aver accennato alla tonsura monastica (ogni settimana ci si recava presso il Convento della vicina Castellana Grotte per rimettere in ordine la tonsura ai novizi, ndr), il sig. Console ha dato alcuni consigli utili: la lavatura dei capelli deve essere effettuata con un'acqua che non superi i 35° di temperatura e con uno shampoo privo di soda, sali e senza usare prodotti acconcianti con siliconi.

Il prossimo incontro, nonché l’ultimo appuntamento con il ciclo dei “Mestieri Antichi”, si terrà venerdì 15 aprile, alle ore 18.30 presso la sala della FIDAS, e avrà come protagonista il sig. Pietro Romanazzi, calzolaio.

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Commenti 

 
#1 kerb52 2011-04-10 17:16
to il mio barbiere un salutone carmine
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