La sala consiliare di Putignano ha ospitato un piccolo evento informativo sui rischi per la costruzione di centrali nucleari in Italia. Hanno parlato i ragazzi del gruppo locale di Greenpeace, invitati dal Comitato del Beni Comuni di Putignano, assieme alle associazioni Pax Christi, Legambiente, Unaterra, la Goccia, UDS, Cittadinanzattiva.
Massimiliano Boccone, coordinatore del gruppo Greenpeace, ha snocciolato le cifre di dati molto interessanti che tiene a precisare sono tratti dalla DOE (Department Of Energy) degli Stati Uniti o dal IAEA (International Atomic Energy Agency) e Euronuclear.
I dati si riferiscono prima di tutto ai costi economici alti soprattutto di consuntivo, rispetto al preventivo: l’esempio è quello dei primi EPR (reattore di terza generazione) a Olkiluoto in Finlandia e a Flamanville in Francia (prima pietra nel 2007). Il primo chiamato OL3 ha iniziato la costruzione del 2005, intrapreso dalla AREVA francese e dalla Siemens (che si è ritirata dal progetto nel 2009, anno in cui il progetto avrebbe dovuto avere termine), ma ha già subito numerosi ritardi e aumenti di costo. La presidentessa di AREVA, Anne Lauvergnon dichiarava poi nel 2009 che i costi dellʼEPR in Finlandia si saranno saputi solo al termine dei lavori e in seguito nel 2010, furono annunciati ulteriori ritardi. In quell’anno AREVA stimava il costo di 1,7 miliardi di euro in più rispetto ai 3,2 miliardi di euro stabiliti da contratto. Costruzione non ancora terminata, con spese che hanno superato i 6mld di euro.

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Commenti
Pe quanto riguarda la vicenda nucleare per me si potrebbe fare cosi.
I nostri vicini di casa si sono organizzati con il nucleare che ha gli svantaggi che ha ma che però ci garantisce continiutà negli approviggionamenti di energia quando le nostre centrali da fonti rinnovabili non riescono a coprire il nostro fabisogno, per cui come accade oggi con un impianto fotovoltaico in scambio sul posto quando produciamo energia in misura uguale o maggiore per le nostre utenze noi azzeriamo i consumi sulla nostra bolletta energetica e compriamo solo quella quota che ci serve dal nucleare estero oltre confine.
Cosi del nucleare potremo soltano condividere i rischi x la salute (ma quella purtroppo ci tocca) e non avere responsabilità dirette nella costruzione e gestione e non trovarci per i prossimi 400 anni a smaltire scorie.
Ma per fare tutto ciò dovremmo essere ancora disposti a premiare i produttori di energia rinnovabile riconoscendo loro una tariffa + alta a Kwh.
Tutto ha un prezzo.... a noi la scelta.
Enola gay è il nomignolo assegnato al bombardiere che sganciò la bomba atomica su hiroshima... 200 mila persone in fumo in un attimo
1-Greenpace è contro tutte le centrali nucleari non ideologicamente ma perchè dimostrato (vedi la discussione in Germania) che è costoso (costruire la centrale, estrarre l'uranio, utilizzare quantità esorbitanti di acqua) non è sicuro neanche per quelle di ultima generazione (che non esistono sono solo prototipi) che non risolverebbero la dipendenza dall'estero (dato che l'uranio in Italia non si trova) che rappresenta comunque una materia prima esauribile. E cosa ben più grave che ancora nessuno conosce al mondo un posto sicuro dove mettere le scorie. Nella serata Greenpace ha spiegato le sue battaglie anche contro l'ENEL proprio per le sue centrali nucleari (illegali) negli altri paesi. Ma una riflessione interessantissima è venuta da Pinuccio Mangini della Goccia, che ha rilevato come chi dice che dovremmo avere centrali nucleari perchè comunque sono presenti in Francia, ragione come una persona che preoccupato per il fumo passivo decide di iniziare a fumare. Il problema se mai è quello di convincere chi fuma a smettere. Penso che i tristi avvenimenti di questi giorni in Giappone dovrebbero seriamente farci riflettere.
p.s.: oltre ad essere contrario al nucleare, la mia paura più grande è quella di di dare centrali in mano a italiani!!! Di un giapponese mi fiderei di più.
certo che lì, oltreconfine, i rischi ci sono. Quindi tanto vale moltiplicare questi rischi anche all'interno dei nostri, di confini?
Dopo le vicende giapponesi, voglio vedere chi parla ancora di "nucleare sicuro". A parte gli altri mille motivi (anche economici, sì economici) per bandirlo in eterno.
In Italia abbiamo avuto un terremoto (l'Aquila) con centinaia di morti, che aveva una scala Richter che al Giappone gli avrebbe fatto il solletico, magari qualche libro caduto dagli scaffali e niente più.
E dopo quello che sta succedendo lì, dove sono così ipertecnologici e ipersicuri, pensiamo in Italia di avere le caratteristiche geo-morfologiche e di know-how per evitare il disastro?
Hanno evacuato le popolazioni intorno a quella centrale per 24 km. e ci sono i primi contaminati!
Se questi sciagurati signori che si prendono "cura" di noi e del nostro futuro, daranno seguito ai loro programmi nucleari, nelle stesse condizioni la futura centrale di Mola di Bari vedrebbe evacuate: Bari, Conversano, Polignano, Monopoli ecc. ecc. (il conto fatelo voi che a me viene la nausea).
Comunque, con il tuo felice pseudonimo, non avevo dubbi su come la pensi riguardo i disastri atomici.
Senza rancore, ma con un invito a riflettere.