Il ciclo di appuntamenti volti ad educare sulla legalità organizzati dall’Associazione Gens Nova, ha permesso di ospitare presso la Sala Convegni del centro Giovanni Paolo II sito in S. Pietro Piturno il dott. Antonio Ingroia, procuratore aggiunto presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Assieme a lui sono intervenuti il giornalista Rai Sandro Ruotolo e l’avv. Antonio Maria La Scala, presidente nazionale di Gens Nova.
L’occasione della presentazione del libro scritto dal dott. Ingroia “Nel labirinto degli dei – Storie di mafia e di antimafia” è stata utile anche per parlare più in generale dei meccanismi mafiosi e di come la magistratura, sempre poco aiutata dal Governo sia esso di destra o di sinistra, riesce a fare il possibile con le risorse a disposizione. Il libro ripercorre l'esperienza professionale del magistrato allievo di Paolo Borsellino, raccontando episodi importanti della sua carriera che hanno influito sulla sua formazione, quindi parla di uno dei periodi più oscuri dell’Italia in generale e della Sicilia narrando eventi che affondano le loro radici nel passato più o meno recente e nei fatti di cronaca che hanno per protagonisti pentiti, mafiosi e politici.
Lo scrittore ha spiegato il perché dell’utilizzo del sostantivo “labirinto” nel titolo dell’opera: “Il labirinto dà più l’idea delle situazioni nelle quali mi sono trovato. Nella soluzione del labirinto tante volte si è convinti di aver trovato la via d’uscita, ma invece ti ritrovi punto e a capo. E così è il lavoro d’indagine che ho svolto.”

Il PM ha inoltre espresso tre motivi di preoccupazione circa l’immediato futuro del nostro Paese, terreno fertile per le organizzazioni criminali. Il primo motivo è “la costante instabilità politica e la continua contrapposizione tra le istituzioni. Esperti dicono che stiamo vivendo una fase di transizione tra la 2^ e la 3^ Repubblica che sta per formarsi e la storia ci insegna che le precedenti fasi di transizione sono state caratterizzate da un periodo di stragismo: nel ’47 la strage di Portella della Ginestra e nel ’92 tutto è iniziato con l’omicidio di Salvo Lima per poi proseguire con le stragi di Capaci e via D’Amelio, molte di queste con finalità politiche”.
Il secondo motivo è che “la mafia non è assolutamente in ginocchio. Nonostante i duri colpi che la giustizia ha inferto alle organizzazioni criminiali, queste sono ben lontane dall’essere al tramonto della loro era”.
Il terzo riguarda “il calo di attenzione e preoccupazione degli italiani nei confronti della Mafia soltanto perché non ci sono stati, di recente, omicidi eccellenti. Il nuovo capo di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, sappiamo che si occupa del controllo finanziario dell’organizzazione ma i loro reali progetti non ci sono, ad oggi, ben chiari perché anche la Mafia si evolve. Non è più sanguinaria, agisce in modi più difficili da poter tenere sotto controllo.”.
La serata è proseguita anche con domande che il pubblico ha potuto rivolgere al magistrato ed a Sandro Ruotolo, i quali con tanta disponibilità hanno risposto ottenendo calorosi applausi dal numerosissimo pubblico accorso presso il centro Giovanni Paolo II, segno la voglia di poter vivere liberi dalla malavita è tanta e grazie a gente coraggiosa e determinata come il dott. Ingroia c’è ancora tanta fiducia nella Giustizia.

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Commenti
ma che commenti volevi???!!!
qua già è assai se qualcuno l' ha aperta la pagina di questo articolo...!!
aahhahahahah
Su questa notizia, sull'importanza del (dei) personaggio intervenuto, il nulla più assoluto....che tristezza!