Tutti ricordano l’idea della co-sponsorizzazione con la compagnia aerea Ryanair, lanciata da Giancarlo Di Paola, ex presidente della Fondazione Carnevale di Putignano, con l'intenzione di promuovere la manifestazione carnascialesca su tutti gli aerei che atterravano in Puglia, ma purtroppo non si è mai giunti ad un accordo.
Nei giorni scorsi, ecco la beffa!! Il Carnevale di Viareggio è stato molto più abile e capace di accordarsi con la Ryanair per la promozione del Carnevale viareggino a livello internazionale!
“La più grande compagnia europea di voli low cost – si legge in una nota ufficiale - darà vita insieme alla Fondazione Carnevale ad una campagna pubblicitaria su alcuni media, tra i più diffusi, in alcuni strategici bacini di utenza: Germania, Belgio e Malta e proporrà offerte di volo vantaggiose per partecipare ai 5 corsi mascherati del carnevale di Viareggio 2011: 20-27 febbraio e 6-8-13 marzo.”
“Una collaborazione - dichiara il presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio, Alessandro Santini - di assoluto prestigio, una sinergia che ci consente di attuare una campagna di co-marketing in alcune aree geografiche europee che sappiamo essere strategiche dal punto di vista promozionale perché sensibili all'offerta turistico - culturale della nostra città e dove è particolarmente viva la tradizione legata alle manifestazioni carnevalesche. Apprezziamo l'approccio che ha una grande compagnia aerea nel valorizzare il territorio e le sue più significative realtà -e auspichiamo che, come già discusso, la collaborazione realizzata quest’anno getti le basi per un rapporto di lungo periodo, consapevoli di avere una grande risorsa come l'aeroporto di Pisa”.
“Parlando oggi a Viareggio - ha commentato Giulia Gambacciani, sales and marketing executive di Ryanair per l'Italia, - è con piacere che annunciamo che abbiamo sottoscritto una partnership con la Fondazione Carnevale di Viareggio per la promozione dei corsi del 2011 in Belgio, Germania e Malta, paesi caratterizzati da una forte cultura carnevalesca.”
Ryanair da sempre crede moltissimo nelle sinergie che si vengono a creare quando istituzioni locali, aeroporti e vettori decidono di unire le forze per promuovere insieme territorio e collegamenti aerei. Questa é per noi una grande opportunità: siamo sicuri che avere al nostro fianco un partner importante come la Fondazione Carnevale di Viareggio porterà ottimi risultati, anche grazie al fatto che, accanto ad un contenuto "forte" come il Carnevale viareggino, verranno affiancate irresistibili offerte promozionali dei nostri voli espressamente studiate per l'occasione.
La partnership non solo consentirà al Carnevale di farsi conoscere ulteriormente a livello europeo, ma darà anche un motivo in più ai 2,5 milioni di passeggeri Ryanair che annualmente transitano dall’aeroporto di Pisa di conoscere ed imparare ad amare Viareggio e la Versilia.
La parola ai nostri lettori: si tratta di un’occasione persa??
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Commenti
In questo giorni non sa cosa fare, nessuna azienda lo vuole, chisà, perchè?
Ci siam persi un grande. Di Paola, AMEN.
Ma vai a lavurar!!!!
Ricorderete penso l'introduzione delle cubiste e dei ragazzi immagine sui carri alegorici, ricorderete alcune performance che all'epoca fecero molto discutere di strip-man e strip-girl nelle serate del giovedi grasso.
Discutibili o no queste iniziative aggiunsero un po di pepe alle monotone serate del giovedi e alle sfilate.
Poi furono crate parellelamente anche manifestazioni attrattive x i piu giovani.Ricodate negli anni 90 in radio spopolavano i deejay come Albertino, Fargetta, Molella, i deejay di radio Norba. Ebbene gli organizzatori riuscirono a portare nel nostro carnevale quelli che allora erano i protagonisti assoluti dell'universo giovanile e i giovani risposero in massa riempiendo le piazze e le serate furono un successone.
Senza considerare anche iniziative private che sorsero allora tipo il teatro tenda nella zona industriale tirata su da una 30 di giovani che risciarono in proprio e contribuirono alla miglior riuscita della manifestazione
In buona sostanza quello che voglio dire è che i dirigenti di allora ebbero la capicità di intercettare l'umore e i gusti popolari e progettarono, non senza imperfezioni, un canevale che fosse percepito come frizzante e attraente dai putignanesi che dimostrarono di apprezzare.
Ricolrdate il carnevale del 1999 io lo ricordo ancora come il carnevale + bello e scoppiettante degli ultimi 15 anni
intanto, come spesso chiedo, metteteci i nomi così almeno so con chi parlo.
Un approccio in termini di marketing non può non tenere conto dei bambini che non si vestono più a maschera e in generale la disaffezione nei confronti del carnevale sono sicuramente dei punti di criticità molto forte.
Credo soltanto che sinora si sia solo ed esclusivamente tirato a campare...tutti, senza capire le ragioni profonde di questa disaffezione.
Reperire le risorse andando a chiedere l'elemosina non produce nulla, o poco, troppo poco per una manifestazione con i costi di questo carnevale.
I soldi vanno recuperati sapendo innanzitutto cosa si va a vendere e cercando di capire a chi poterlo vendere.
L'ho detto tante volte e in tanti contesti diversi, siamo molto localistici, quando parliamo del nostro carnevale, delle nostre attrattive culturali, gastronomiche, etc, etc...
la domanda non è come recuperiamo i soldi, ma è:
perché un turista che vuole fare un viaggio a carnevale deve scegliere tra il carnevale di Putignano e di Crispiano (se pensa ad un'uscita di qualche ora) di Viareggio o Venezia (se vuole passare qualche giorno in più) o di Rio ( se ha a disposizione parecchi giorni)? Cosa distingue il nostro Carnevale da tutti gli altri? Se troviamo una risposta seria a questa domanda troviamo anche i soldi...ve lo assicuro.
Sulla questione Telenorba potrebbe avere senso darti una risposta se la fondazione disponesse di un ufficio stampa organico ed organizzato, attivo 12 mesi, se avesse un referente stabile per il marketing e la comunicazione, se avesse mai fatto un qualsiasi piano di posizionamento, se avesse mai ragionato sul senso e sul valore della propria identità in termini di comunicazione (è successo per la prima volta lo scorso anno, grazie ad un ragazzo di putignano che lavora fuori e che ha eleborato un'identità grafica che mai c'era stata, venendo ovviamente sottopagato solo perchè giovane). Quando si vedraò all'orizonte anche una traccia di tutto questo allora potrà avere senso discutere su Telenorba, e su chi debba pagare chi, e per cosa.
Riguardo agli imprenditori, hai usato la parola giusta di cui però dimostri di non conoscere minimamente il significato: investire. Nel modo in cui l'hai usata tu sembra che gli imprenditori debbano fare beneficienza. Ed è anche normale che su questa base scappino tutti. Invece dovrebbero fare investimento, ragionare da impresa, nè più nè meno: trovare un vantaggio. Reciproco, naturalmente. E l'imprenditore investe solo se sa con esattezza su cosa. E alora forse iniziamo a capire che senso ha e a cosa serve fare piani pluriennali, avere bilanci previsionali e consuntivi seri (e non le buffonate che fondazione e comune si scambiano per glistificare somme, che qualunque cosa succede, ci sono sempre e sono sempre le stesse).
Detto questo, e chiarito che nn sono le illuminazioni di un qualche autoproclamato esperto ma il minimo ABC per la gestione di un'impresa culturale, mi sfugge completamente dove il tuo intervento vuole andare a parare...
Ci dobbiamo divertire noi putignanesi!
Esiste una risposta a questa domanda? NO
De Paola l'ha capito, e del tutto conseguentemente se n'è andato.
E con lui è fallita qualsiasi idea di Carnevale diverso il Sindaco potesse avere. Siamo tornati alla sagra paesana più o meno bene organizzata. Con la possibilità di mettere ogni anno sul piatto mezzo milione di euro, e far beccare il solito pollaio di miseri e miserabili.
E soprattutto, perchè non proviamo a viverlo, da putignanesi, come si faceva una volta, tutti vestiti a maschera e immersi nel divertimento e nei balli? I soldi? Pazienza, facciamoli investendo su altro (industria, abbigliamento, tecnologia, ricerca).