Di seguito riportiamo il comunicato stampa inoltratoci dagli studenti del polo linguistico/classico di Putignano (ex liceo Laterza).
Gli studenti, stamattina hanno provato ad occupare il polo ma hanno subito forti e violente reazioni da parte di tutto il personale. Come Unione degli Studenti riteniamo gravissimo che in una situazione come questa si verifichino scene di repressione come questa.
In un panorama politico molto instabile, nella maggior parte delle scuole si accusa una seria mancanza di spazi di discussione e di confronto, e ciò comporta l'impossibilità di informare, di elaborare contenuti e politica. L'esperienza di Monopoli come in tutte le altre scuole di Italia ci ha insegnato che l'occupazione non è solamente un gesto forte di protesta, ma può diventare veramente un luogo democratico in cui discutere di scuola, dell'Altrariforma, di diritto allo studio ecc.
Ciò che è accaduto oggi al liceo Laterza di Putignano è sintomatico della incapacità da parte della dirigenza della scuola di recepire le rivendicazioni che gli studenti mettono in campo. Come Unione degli Studenti provinciale e Sud Est saremo sempre in prima linea per difendere gli studenti che decideranno consapevolmente di autogestire e occupare.
Daniele Di Mitri - UdS Provincia di Bari
Noi, studenti e studentesse dell'Istituto d'Istruzione secondaria Superiore "E. Majorana", abbiamo deciso di occupare il plesso sito in via A. Diaz per manifestare la nostra ferma contrarietà alle attuali politiche governative in materia d'Istruzione che riteniamo assolutamente inaccettabili, in quanto minacciano il nostro futuro nel percorso accademico, privandoci di innumerevoli diritti e possibilità.
Diamo vita a questo gesto estremo di protesta aspettando gli sviluppi della mozione di sfiducia a cui verrà sottoposto il nostro governo nelle prossime ore: l'esito favorevole di quest'ultimo determinerebbe, infatti, la caduta del governo e il conseguente ritiro del DDL Gelmini. La proposta di questa "riforma", infatti, si è riflessa nella popolazione studentesca attraverso una serie di manifestazioni e atti, che oggi raggiungono l'apice dopo tre anni di proteste.
Chiediamo inoltre che la legge "De Santis" (legge regionale sul diritto allo studio) emanata lo scorso anno in seguito a numerose contestazioni studentesche, ottenga i dovuti finanziamenti che ne permettano l'applicazione al fine di garantire il diritto allo studio (diritto sancito per tutti nella Costituzione Italiana, dalla scuola primaria ai più alti livelli della Formazione) anche per gli studenti appartenenti a famiglie meno agiate.
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Commenti
Anche se siamo nel 2010, ciò che sta accadendo in questi giorni e che accade ad ogni nuova legge sulla scuola, indipendentemente da chi la propone destra o sinistra e indipententemente dai contenuti, è sempre il solito scimmiotare il 68.
In realtà ci sarebbero altri modelli (forse dimenticati) che questi "studenti rivoluzionari" potrebbero considerare, uno su tutti Barbiana, un modello di scuola povero ma ricco.
La differenza la fanno sempre gli insegnanti. La verità è che oggi ad insegnare ci sono molte persone (non tutte) che stanno lì perchè attirate dal lavoro part time che è l'insegnamento.
saluti
In questo pour parler, chiassoso fatto di passato che qualcuno ricaccia in mezzo senza alcun senso, perchè questo è il 2010 -e non il 1968, o il '78, o qualunq'altro anno voi vogliate comparare- forse si riesce a leggere fra le righe una partecipazione a mettersi in gioco per migliorare quegli strappi che la nostra istruzione -eccellentissima se pensiamo che il mondo ci invidia grandi pedagoghi, storici, critici, artisti, letterati, scienziati- è costretta a subire. In questo ascoltare la voce dei ragazzi e quindi degli studenti farebbe bene a tutti: magari sintonizzando bene il canale e non fermandosi al di là della punta del proprio naso. Fa piacere leggere che anche i genitori dicano la loro, quindi sarebbe bene che in questo frangente tutti facciamo ascolto ai problemi che ci vengono proposti e che vertono sulla scuola e sul futuro di ognuno di noi e giudichino il proprio impegno nelle proprie possibilità in una questio che per Manzoni lascerebbe esimiati solo gli accidiosi.
I tagli alla scuola pubblica e alle università sono lo strumento attraverso li quale si attua la peggiore forma di selezione tra gli studenti che non è affatto sul merito come il centro destra afferma a parole, ma sul reddito,pensaci!
Prova sul posto di lavoro, oppure anche a scuola, a dire quello che pensi dei tuoi colleghi o del tuo capo o del compagno di classe furbo.
Altro che resistenza partigiana.
Quarantanni fa qualcuno (pier paolo pasolini) aveva già capito tutto; negli scontri tra i manifestanti e la polizia, già allora,
vedeva nei primi la borghesia (i figli di papà) nei secondi il basso proletariato (quelli che devono lavorare per mangiare);
i ragazzi che capeggiavano 40 anni or sono i manifestanti oggi sono tutti dirigenti politici; la "lotta" paga.
Oggi, dopo più di 40 anni i ragazzi (solo una minima parte", per fortuna) vengono coinvolti in queste lotte dagli "adulti" che sono i veri
burattinai di queste faccende. Tra questi, a titolo di esempio, cito solo una categoria di prof che in maniera quasi subliminale alimenta negli
studenti malumori contro qualsiasi riforma della scuola che lede i suoi benefici professionali (e si i prof stanno bene !!!)
Chi oggi è in testa alle occupazioni e scioperi tra qualche decennio sarà in politica; chi oggi si fa il mazzo a studiare
si ritroverà con una laurea da 110 e lode e se va tutto bene troverà un lavoro da 900 euro al mese in un call center.
Questa è la realtà di oggi, di ieri e probabilmente anche di domani. Su questo varrebbe la pena di lottare ma la scuola non centra.
Quindi, ragazzi, andateci piano con le ideologie e a seguire certe mode, andate a scuola anche contro la volontà di alcuni dei vostri compagni; la vera libertà non è scioperare; la libertà è entrare in classe senza passare per lecchini o secchioni.
Sono certo che molti di voi, in quest'ultimo pasagio mi avranno capito benissimo.
Detto questo tengo a precisare che purtroppo non ho avuto ancora l'opportunità di vedere Romanzo Criminale ed il fatto che hai fatto lo scientifico non significa che puoi dare del bombarolo a chi ha sempre subito le bombe di stato. (diceva De Andrè qui chi non terrorizza si ammala di terrore)
Io non sono per nulla fascista, Dio me ne scampi e liberi; a scuola me la cavavo (certo, ho fatto lo scientifico, e questo ai vostri occhi mi qualificherà molto male). Solo mi fanno ridere quelli che parlano con un linguaggio fatto di parole senza senso, dopo aver letto due-tre libri scritti male e pensati peggio, o dopo aver guardato Romanzo Criminale.
Caro Gino mi sa che tu a scuola riscaldavi i banchi. Le bombe le mettevano i fascisti coperti dai servizi segreti di stato, per poi incolapare anarchici e comunisti e far volare qualche povero cristo dalle finestre delle Questure. A 40 anni di distanza ancora non si conosce la verità su Piazza Fontana (figuriamoci Stazione di Bolgona, Ustica ecc) mentre gente come Valpreda passò anni in galera senza aver fatto niente. Questo anche per capire un pò da dove veniamo