Martedì 22 Maggio 2012
   
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IL SINDACO DE MICCOLIS AL SEMINARIO DELL'ANCI A POLLICA

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Il sindaco avv. Gianvincenzo Angelini De Miccolis ha partecipato al seminario su “Federalismo e Mezzogiorno”, svoltosi nella giornata di ieri, 6 dicembre, a Pollica, in provincia di Salerno.

L’iniziativa è stata promossa dalla commissione Anci Mezzogiorno e si avvalsa della collaborazione dell’Ifel, dell’Anci Campania e dello stesso comune cilentano, al fine di onorare la memoria del sindaco Angelo Vassallo, a tre mesi dalla sua uccisione ordinata dalla criminalità organizzata.

Il vice-sindaco di Pollica, Stefano Pisani ha affermato: “A dispetto di quanto si possa credere noi amministratori del Sud crediamo nel federalismo. Qui a Pollica nel 2004 Angelo Vassallo fu il primo a concedere una concessione marittima per la costruzione del lungomare, aprendo in un certo senso la strada al federalismo demaniale”.

Pisani ha osservato come il processo federale si sia concentrato finora solo sugli aspetti fiscali, a dispetto di altri temi che meritano pari attenzione. “Questo modo di approcciare la questione della riforma federale è sbagliato, visto che la leva fiscale è solo uno strumento rispetto al risultato finale che è la gestione efficace dei servizi e su cui i cittadini giudicano il nostro operato di amministratori”. Infine, Pisani ha rivendicato con orgoglio il ruolo dei Comuni che “sono gli unici a poter parlare in modo concreto di federalismo: siamo l’ente più vicino al territorio, l’unico che ne legge ogni giorno le esigenze e si confronta con l’impossibilità reale di erogare servizi alla cittadinanza”, ha concluso.

Successivamente è intervenuto il presidente della commissione Anci Mezzogiorno, Rocco Aldo Osanna: “Dai Comuni e dai sindaci deve partire una nuova stagione di esempi di integrità e di rigore nella gestione della cosa pubblica, solo attraverso l’esempio si può chiedere conto ai cittadini del proprio impegno verso le comunità”.  Osanna si è concentrato sull’importanza della formazione per il futuro delle amministrazioni meridionali. “Dobbiamo lavorare di più perché nelle liste elettorali siano presenti soltanto le espressioni migliori dei nostri territori, solo così spezzeremo la catena dell’inefficienza che talvolta ostacola l’azione delle amministrazioni meridionali”, ha sottolineato.

Il presidente della commissione Mezzogiorno ha poi ribadito la necessità che la rinascita del Mezzogiorno riparta da un diverso e più efficiente utilizzo della spesa pubblica. “Come ha denunciato qualche mese fa la Corte dei Conti sono ancora tanti nelle regioni meridionali gli episodi di corruzione e di spreco di risorse: la rinascita del Mezzogiorno deve ripartire anche da qui”, ha concluso il delegato Anci.

RELAZIONE DI SALVATORE PARLATO - “Il federalismo così come è stato immaginato ed attuato finora è stato più una risposta alle esigenze di un’area del Paese, il Nord, che voleva trattenere le risorse prodotte sul territorio, piuttosto che ai problemi strutturali del Sud. Il rischio è che si vada verso soluzioni presentate come facili, ma del tutto inefficaci per il futuro del Paese”.  E’ una delle considerazioni svolte da Salvatore Parlato, Economic Advisor IFEL, nella sua relazione al convegno "Federalismo e Mezzogiorno". Infine, Parlato ha ricordato come per il Mezzogiorno non siamo di fronte ad un problema di risorse che mancano, ma del loro utilizzo produttivo, visto che finora ne sono arrivate anche troppe, ma sono state utilizzate in malo modo.

“E’ vero che il Sud riceve 56 miliardi di euro in più di quanto trasferisce, ma esiste una parte di residuo fiscale, ovvero l’asimmetria tra chi paga e chi riceve beneficio dallo Stato, che è ineliminabile”, ha proseguito l’esponente di Ifel. In pratica dai dati emerge che “un cittadino del Nord paga allo Stato 1600 euro in più rispetto a quello che riceve in servizi e beni pubblici, e un cittadino del Sud riceve 2700 euro in più rispetto a quello che paga”. Tuttavia, secondo Parlato il fatto è che in Italia “i più poveri sono al Sud, non è quindi un territorio che dà ad un altro, ma è un soggetto che dà ad un altro. Chi dice che vuole eliminare il residuo fiscale, punta ad eliminare una funzione essenziale dello Stato”, ha sottolineato. Ma come affrontare in modo efficace il tema della perequazione tra le varie aree del Paese? Il modello indicato da Parlato è  quello utilizzato in Germania, dove al momento dell’unificazione del Paese, si è deciso di investire per 20 anni il 3% del Pil, così da finanziare il riequilibrio dei Lander dell’Est. Con questo modello di perequazione ex ante si “è prima colmato il gap tra i vari territori tedeschi,  invece, di verificare l’andamento delle entrate e delle uscite per poi elargire delle mance ai territori più in difficoltà, come si vorrebbe fare in Italia”, ha concluso Salvatore Parlato.

Il seminario si è concluso con gli interventi del presidente dell’Anci Campania, Nino Daniele, il  sindaco di Riccia e delegata nazionale Politiche Comunitarie ANCI, Micaela Fanelli e il vice-Sindaco di Brindisi, nonché delegato nazionale Sviluppo economico ANCI, Mauro D’Attise. Le conclusioni della giornata sono state affidate a Vito Santarsiero, sindaco di Potenza e delegato nazionale Mezzogiorno ANCI.

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