Martedì 22 Maggio 2012
   
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LATOUCHE: ''PER CAMBIARE NON SERVONO ELEZIONI'' - VIDEO

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Grande successo per la conferenza del noto economista francese. In migliaia avete seguito la diretta web streaming sul nostro network ‘La Voce del Paese’ e su Putignanoweb.it.

IL VIDEO INTEGRALE DELLA LEZIONE IN BASSO, A FINE ARTICOLO.

La tv berlusconiana e gli italiani 'imbecillizzati'


Il problema è la distribuzione equa delle risorse. Se tutti i paesi del mondo consumassero quanto l’Italia di oggi, ci vorrebbero almeno tre pianeti come la Terra per soddisfare i bisogni. Il consumo degli Stati Uniti equivale a ben sei pianeti.

«Il cambiamento di rotta oggi necessario non è del tipo realizzabile semplicemente con delle elezioni, mandando al potere un nuovo governo o votando per una nuova maggioranza. Ci vuole qualcosa di ben più radicale: né più né meno che una rivoluzione culturale, che porti a una rifondazione della politica».

E’ questo in sintesi il pensiero di Serge Latouche che ha intrattenuto i tanti curiosi accorsi ieri sera al Pala Margherita di Putignano per assistere alla conferenza, a porte chiuse, del popolare economista francese. Graziosa la sala, ma troppo piccola per contenere le centinaia di persone arrivate da tutta Italia, addirittura da Palermo e Milano, e poi lasciate alla porta.

LA DIRETTA WEB E LA FOLLA ALLA SALA MARGHERITA - “I computer non fanno la felicità” – ha sentenziato Latouche, eppure grazie alla nostra diretta web migliaia di persone da tutta Italia hanno potuto seguire la sua lezione, sopperendo così alla inadeguata organizzazione dell’evento. Per fortuna molti di coloro che sono rimasti in strada, possiamo testimoniarlo, hanno raggiunto le postazioni di pc per seguire la diretta e commentare in video chat alcuni passaggi della lectio magistralis.

DECRESCERE PER CRESCERE - “Breve trattato sulla Decrescita Serena” è il suo libro che mina nelle fondamenta i pilastri dell’attuale ordinamento economico occidentale, in primis la sua idea di sviluppo intesa come crescita infinita.

Infatti, il paradigma che si è affermato nell’occidente, dal rinascimento in avanti, è quello dello sviluppo ad ogni costo: sempre e comunque crescere, anche a scapito dei limiti naturali; ma, vivendo noi in un sistema che è fisicamente chiuso, questa crescita avviene eliminando progressivamente elementi che l’ambiente aveva impiegato milioni d’anni a porre in ordine.

L’Occidente, che condiziona il resto del mondo con il suo modo di vedere le cose, è bloccato nel modello dello sviluppo ad ogni costo; nessun partito si presenta all’elettorato proclamando il bisogno di ridurre la produzione, di porre dei limiti ragionevoli. Per conciliare sviluppo e distruzione dell’ambiente vitale si fa uso di slogan superficiali, come il noto sviluppo sostenibile. Senonché, dice Latouche, non vi può essere sviluppo sostenibile in quanto lo sviluppo si fa sempre a spese di qualcosa. Può essere sostenibile dal punto di vista dell’azienda che fa affari riciclando rifiuti, non dal pianeta che da qualche parte questi rifiuti li deve mettere.

UN MONDO ALTERNATIVO - Latouche sostiene che un altro mondo è possibile, e per farlo occorrono strumenti politici. Estremamente coerente però, Latouche rifiuta il passaggio del modello della decrescita a partito politico, riconoscendo l’inevitabilità dell’essere risucchiati negli ingranaggi del sistema.

LA TV BERLUSCONIANA: 'ITALIANI IMBECILLIZZATI' - Latouche ha affrontato il concetto di 'colonizzazione dell'immaginario' e società dei consumi. La tv dell'intrattenimento intrattiene e controlla le masse, per distrarle e orientarle al consumo. "La tv berlusconiana ha diffuso la cultura del denaro. I francesi - ha osservato l'economista - non sono ancora 'imbecillizzati' come gli italiani. Le tv francesi non sono controllate direttamente dal premier Sarkozy, come accade in Italia, ma la differenza è minima. La differenza è che i francesi vivono ancora nel sogno."

L’autore sintetizza gli sforzi necessari per trasformare la nostra società sviluppista, ormai in fase di disfacimento sotto il peso del proprio fallimento, in una società della decrescita serena, articolandoli “in otto cambiamenti interdipendenti che si rafforzano reciprocamente, costituiti da otto R: rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare”.

Rivalutare significa colmare il vuoto di valori oggi dominante: “amore della verità, senso della giustizia, responsabilità, rispetto della democrazia, elogio della differenza, dovere di solidarietà, uso dell’intelligenza” sono, oggi, indispensabili per creare un differente immaginario collettivo, all’interno del quale sarà necessario Riconcettualizzare e Ristrutturare tanto gli apparati produttivi quanto i rapporti sociali, nell’ottica di Ridistribuire le ricchezze e l’accesso al patrimonio naturale, sia fra il Nord e il Sud del mondo sia all’interno di ciascuna società.

Rilocalizzare, nelle parole di Latouche, significa “produrre in massima parte a livello locale i prodotti necessari a soddisfare i bisogni della popolazione, in imprese locali finanziate dal risparmio collettivo raccolto localmente”. La sostituzione del globale con il locale rappresenta infatti il fulcro di qualsiasi progetto di decrescita, come Latouche ben sintetizza affermando che “Se le idee devono ignorare le frontiere, al contrario i movimenti di merci e capitali devono essere limitati all’indispensabile” ed aggiungendo che la rilocalizzazione non deve essere soltanto economica ma “anche la politica, la cultura, il senso della vita devono trovare un ancoraggio territoriale”.

Ridurre gli impatti sulla biosfera dei nostri modi di produrre e di consumare, Riutilizzare e Riciclare i rifiuti del consumo, combattendo l’obsolescenza programmata dei prodotti, completano la serie dei cambiamenti proposti nel testo.

Perché decrescita serena?

L’economista francese è convinto che, lungi dal creare tormento, la decrescita, se pilotata secondo i capisaldi su descritti, è la via per riscoprire la felicità. Le società più sviluppate sono oggi anche quelle dove minore è il benessere dei cittadini.

La decrescita non è una scelta ma un obbligo per le generazioni future che possono solo scegliere se farlo coscientemente (e quindi serenamente) o costretti da eventi apocalittici (in maniera traumatica).

Infine Serge Latouche risponde a chi si domanda se la decrescita sia di destra o di sinistra affermando che “il programma che noi proponiamo è in primo luogo un programma di buon senso, altrettanto poco condiviso sia a destra che a sinistra”.

 

CONFERENZA DI SERGE LATOUCHE - PRIMA PARTE

DIBATTITO DI SERGE LATOUCHE - SECONDA PARTE

Commenti 

 
#17 CartaVetrata 2010-11-17 15:27
Un antico adagio recita: "quando parli ad un bambino, fallo sempre di cuore e di panza". Ovvero, se gli vuoi spiegare che non si devono avvicinare le mani al fuoco, non puoi dirgli semplicemente: ti fai male! ti bruci! Non lo capirebbe mai ... Piuttosto devi inventarti una storia: "se tocchi il fuoco, bambino bello, viene fuori un drago cattivo cattivo che ti porta via lontano lontano ..." .
Adesso, la seconda storiella è la seguente: "C'era una volta un Paesello tanto Bello, ma così Bello che i frutti spuntavano spontaneamente sugli alberi, il cielo era sempre limpido e sereno, gli abitanti erano tutti bravi buoni e belli: nessuna discordia maturava mai tra di loro e la meritocrazia dominava sovrana. I più bravi ricoprivano i ruoli di maggiore responsabilità, però i meno bravi rigavano sempre dritto, senza mai macchiarsi nè di furto nè di frode al fisco. La scuola pubblica era addirittura un fiore all'occhiello del suddetto paesello. I più poveri erano quotidianamente invitati a pranzo dai più ricchi, mentre questi ultimi non ostentavano per nulla la loro ricchezza. Alle volte però, delle nubi minacciose sopraggiungevano improvvise nel cielo limpido e sereno: questo succedeva quando degli individui brutti e sconosciuti, che ovviamente non godevano della cittadinanza del Paesello Bello Bello, tentavano di oltrepassare le frontiere, contaminando con la loro cattiva diversità la purezza dei concittadini felici.
Senza pudore alcuno avrebbero addirittura tentato di insediarsi nel Paesello, se solo qualche abitante bello bello non fosse intervenuto tempestivamente a cacciarli in malo modo e gridando a gran voce: "andate via fanfaroni, perchè siete solo dei "Forestieri" cattivoni!
Fu così che si continuò a vivere felici e contenti nel Paesello Bello Bello, fregandosene di quello che magari succedeva ad alberobello ... ma in fondo: cosa vuoi che esista di meglio e di più bello del Paesello Bello Bello?!
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#16 Leo55 2010-11-17 14:16
Gentile "Putignanese deluso" l'accostamento che proponi è un po' pesante consentimi il termine, i due "eroi giudici" erano continuamente invitati da Enti Governativi stranieri per dare soluzioni alla "lotta al crimine" e sottolineo il termine "soluzioni", e questo credo è già un differenza rispetto al tuo accostamento, e certamente non erano dei "professionisti dell'antimafia" termine coniato da chi da tempo aveva individuato la differenza tra chi lottava e chi lo faceva per professione e credo che i due "giudici" fossero tra chi lottava.
Riguardo al Prof. Latouche che non conosco ma che dal vigore con cui viene sostenuto penso che sia persona corretta che lotta per un mondo migliore ma, consentimi di dichiarare che anche in questo campo ci sono i "professionisti del mondo migliore" che si fanno ben pagare ad ogni conferenza andando in vacanza e scorazzando per mare con megamotoscafi, pare che uno di questi in Italia sia un ex comico oggi capo di un movimento fatto di stelle. Anch'io spesso riflletto e mi guardo intorno. Saluti.
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#15 Putignanese deluso 2010-11-17 12:02
Signori, ma di quali bellezze state parlando? dei rifiuti di Napoli?, della discarica che si vuole costruire in un parco nazionale? Dei rifiuti tossico-nocivi che sono stati sotterrati in campania, basilicata. calabria e puglia? Delle ecoballe della prima prima emergenza rifiuti napoletana, riversati durante il tratto Napoli-Cagliari? Noi italiani stiamo distruggendo il nostro oro come lo chiamate voi. Vi siete mai chiesti perchè gli stranieri vengono nelle nostre campagne a comprare case e fattorie? forse perchè nel resto dell'Europa ci sono inceneritori e centrali nucleari un pò ovunque, tranne che da noi? No problem, tanto tra qualche anno anche noi le avremo, e quindi questi faastidiosi stranieri non verranno più a comprare le nostre squallide e schifose campagne. Noi italiani siamo dei maiali, ci stiamo suicidando...e vedendo il nostro modo di pensare, credo proprio che ce lo meritiamo...e spero che avvenga il prima possibile.
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#14 Putignanese deluso 2010-11-17 11:55
Caro Leo55, posso dire una cosa che deriva e scaturisce dal pensiero che hai detto su Latouche e la Francia?
Seguendo il tuo filo logico si può dire che Borsellino e Falcone sono due buffoni, perchè è assurdo che 2 italiani parlino di mafia e lottino la mafia, quando l'Italia è stracolma di mafiosi e di mentalità mafiosa. Riflettici mio caro amico...riflettici.
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#13 gugro 2010-11-17 07:03
...è giusto come la pensa Talking Head, NON sappiamo apprezzare le nostre bellezze e potenzialità che Madre Natura ci ha regalato; siamo ciechi e "stupidi" a ciò che NON abbiamo acquistato e che non sappiamo sfruttare. Alla base di tutto c'è sempre la nostra indifferenza e il nostro egoismo. Diciamolo pure...NON siamo maturi, però se un altro viene nel nostra territorio ed ha la capacità di trasformarlo in meglio, siamo invidiosi.
Abbiamo molte risorse naturali, dalle coste alle grotte, dai prodotti della terra all'artigianato, alla cultura, ecc. Purtroppo, inevitabilmente si tocca la politica, perchè è infiltrata dappertutto e chi ha delle idee sane, viene frenato dalla burocrazia o dall'invidia (perchè lui sì ed io, no?).
SVEGLIAMOCI.
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#12 Talking Head 2010-11-16 18:24
tralasciando le argomentazioni politiche e i pregiudizi per cui parlare bene o male di un argomento equivale a schierarsi politicamente, è mai possibile che per impararare un pò di civiltà bisogna andare in francia o svizzera o germania ecc. ecc. ? possibile che un francese debba venire a darci lezioni di ...di che ? e lo veneriamo pure. ed allora perchè tanti stranieri vengono ad abitare nelle ns campagne -che non sono il mare dei caraibi- ed accettano i ns. costumi ? vuoi vedere che abbiamo l'oro in casa e non lo sappiamo ?
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#11 Leo55 2010-11-16 17:36
Evviva, una sana discussione senza urli e parolacce, complimenti sono contento di aver finalmente trovato degli interlocutori educati e dalle cui parole traspaiono i veri ideali ai quali tutti me per primo dobbiano attenerci affinchè il vivere comune sia condito da serenità e felicità.Detto questo si ritorna a bomba, la nostra nazione purtroppo è composta di due zone esattamente uguali (Roma non saprei da quale parte metterla), nella zona centro- nord la vita, viene vissuta da decenni in maniera tale da renderla quanto meno più dolce e meno agra chiaramente seguendo quanto più è possibile la regola del rispetto altrui. Nella zona centro-sud della nostra nazione e qui arrivano le note dolenti è mancata in maniera evidente da decenni quella chiara volontà di voler condurre la vita in maniera più serena, della regola del rispetto poi manco a parlarne, forse dipende da un modo di vedere gli aspetti delle cose della serie :" qualcuno risolverà il problema al posto mio". Quello che stride in tutto questo è che dal centro-sud sono venute forse le migliori teste pensanti della nostra nazione, ma che non sono bastati a far capire a noi del meridione che si poteva fare di meglio. Chi scrive è fortemente in sintonia con chi spera in qualcosa di migliore sarei un pazzo a non ammetterlo ma purtroppo, allo stato in cui siamo almeno nella nostra Italia non vedo grandi soluzioni perchè da notizie di cui sono in possesso, passata l'era di "Arcore" pare che stiano scaldando i motori di nuovo i veri professionisti della politica:della serie "tutto cambia per non cambiare niente". Scusate il mio pessimismo un caro saluto a tutti.
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#10 CartaVetrata 2010-11-16 14:53
a Leo55: evidentemente gli interventi vengono letti en passant, prendendo quello che più conviene senza voler capire il pensiero dell'altro, e magari confrontarsi in maniera costruttiva. Parimenti, si guarda agli altri paesi e si prendono per positivi quegli elementi "folklorici" più graditi (tipo la bella lingua o simili) rifiutando tutto il resto, ma sopratutto non volendosi sforzare di capire perchè gli altri si comportano diversamente da noi, bene o male che facciano.
Ora, leggendo con più attenzione il mio precedente intervento, si potrà evidenziare la frase: "Questo non significa che non esista nessun problema ...", ovvero: anche in Francia ci sono diversi problemi, ma che confrontati ai nostri diventano meni gravi o comunque vengono affrontati in maniera diversa (più efficiente?). Certo, nelle periferie delle grandi città francesi c'è parecchia tensione, è credo che tu sappia anche i motivi socio/culturali che finiscono per esacerbare siffatta tensione ... ma: hai mai vissuto a Roma oppure a Milano? e non intendo esclusivamente nelle periferie! ...
Un esempio: in Francia i rom sono bene accetti perchè il paese è tollerante nei confronti degli "altri" (guarda la reazione pubblica suscitata dalle ultimissime disposizioni in merito di Sarkozy), ma restano bene accettati solo fintanto che non delinquono ... ed in effetti qui i rom filano dritto: chissa perchè in italia delinquono a manetta in periferia come in centro ... non riusciamo a spiegarcelo?!
Dunque: "conoscere per capire" ... questo mi è stato insegnato; ovvero: se in un paese va bene tutto quello che va male nel mio, allora mi sforzo di capire perchè ... e bada bene, vale anche il contrario: se quello che nel mio paese va bene risulta invece gestito male in un paese diverso, a me vicino, mi interrogo con lo stesso interesse! Il confronto prima di tutto! Verrà fuori sempre qualcosa di positivo e costruttivo. E non semplicemente il confronto folklorico tra lingue e cucine diverse (è gradevole ma non sufficiente) ... ma sopratutto il confronto tra le leggi, le idee, i comportamenti, le politiche, le culture, e quindi anche gli IDEALI ...
Ma se poi tu credi che nel nostro paese vada tutto bene, e non ci deve interrogare su nessun problema (ed il colore politico non c'entra affatto in questo discorso!) ... ebbene allora ... ma di che cosa stiamo parlando??!
Mi associo nel caro saluto a tutti!
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#9 Leo55 2010-11-16 08:34
Cari ragazzi non credo di aver svegliato il "cane che dorme", anche perchè il sottoscritto ha semplicemente evidenziato quello che molti pensano ma che non hanno il coraggio o la voglia di affermare,cosa vuol dire che in Francia si vive meglio e che ci si comporta in maniera civile, il tutto è sempre a macchia di leopardo basti vedere quello che succede nelle grandi città d'oltralpe nelle loro periferie. Ma tornando a noi va da se ed è oramai acclarato che in ogni bel convegno, su qualsiasi argomento si dibatta se non si mettono due grammi di "Arcore" la cosa non ha "sapore" tutto qui.
Anche il sottoscritto coltiva i suoi sogni non c'è mica bisogno di essere francese per farlo, sono abituato a fare la fila a non buttare le cartacce per terra, mi piace molto la lingua francese ma tutto questo non vuol dire che devo essere "allineato" per il sol fatto che la pensi al contrario di altri ed essere quindi "additato", dalla mia ho due grandi armi il mio cervello e un telecomando che mi permettono di poter cambiare opinione quando vedo o ascolto cose che non mi piacciono.Concludo con un piccolo appunto all'amico "gugro": nella vicina Svizzera terra di cioccolata e di campanacci ma anche terra di "gnomi" (l'amico Nebbia mi capirà) ultimamente è ritornata prepotentemente la voglia di mandare fuori dalle "balle" gli "altri",.... tutto il mondo è paese. Con affetto un saluto a tutti.
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#8 gugro 2010-11-15 16:35
Caro Leo55:chi ti ha detto di svegliare "il cane che dorme"? Ora ti ritrovi tutti contro, anche me, perchè se NEBBIA ti ha spiegato per bene cosa significa vivere BENE (e non ti ha parlato di come si vive in SVIZZERA), altrattanto BENE ti ha spiegato CartaVetrata come si vive in FRANCIA. Non vorrei aggiungere altro riguardo le nazioni europee, perchè se ti parlo della GERMANIA, dove, la polizia municipale interviene esattamente dopo cinque minuti dalla chiamata, dove chi schiamazza viene invitato a recarsi al più vicino posto di polizia e dove alcuni rifiuti servono per essere trasformati in energia; da noi invece, la polizia arriva quando può e dopo una certa ora devi chiamare i carabinieri, e ....NAPOLI (e non solo) è piena di immondizia. Quindi, accetta questi commenti, e se non sei andato ad ascoltare LATOUCHE, non hai potuto valorizzare il suo pensiero e capire come va il mondo. Sia in sala che in strada, (perchè moltissimi non sono potuti entrare per motivi di sicurezza), c'era gente di destra e di sinistra.
Sulla vita e sull'economia globale non ci sono colori politici. La VITA è una sola; cerchiamo di trascorrerla nel migliore dei modi.
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#7 Gino 2010-11-15 14:48
Io continuo a non capire che problema c'è. L'Italia è un Paese berlusconizzato ed imbecillizzato dalle televisioni, le veline ammorbano le nostre giornate e ci facciamo massaggiare il cervello con la carta vetrata. Nonostante ciò mi pare che in Italia non manchino gli "intellò", che amano leggere libri, andare al cinema a vedere Ozpetek e votano contro Berlusconi. Che poi in Italia non abbiamo ideali e non seguiamo le regole, è una cosa che viene da lontano; mica abbiamo avuto Kant, noi. E anche se l'avessimo avuto, lui o un suo surrogato, comunque noi gli avremmo preferito Travaglio, che oggi è uno degli intelletuali di riferimento della gente di cui sopra. Poi ci lamentiamo che Berlusconi è al potere da vent'anni.
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#6 CartaVetrata 2010-11-15 13:54
... Massimo rispetto per i "cugini d'oltralpe" !!! Vivo in Francia e posso confessarvi che la reputazione della cultura italiana, per via delle vicende politiche e non solo ..., è davvero, davvero molto triste: i francesi non ci capiscono, e come dargli torto? In Francia tutti rispettano la fila; in Francia nessuno ha l'abitudine di gettare cartacce per strada; in Francia gli uffici di collocamento funzionano (se ti iscrivi oggi, domani già di offrono un lavoro!); in Francia la televisione è priva di veline e/o simili, ovvero soubrette poco vestite ... non sanno che farsi loro della mercificazione del corpo femminile; in Francia la sanità funziona; in Francia l'iva sui prodotti di prima necessità è bassissima (sui prodotti alimentari non supera il 4%); in Francia l'evasione fiscale è pressocché inesistente ... etc ... Questo non significa che non esista nessun problema, ma sinceramente dobbiamo solo prenderli ad esempio i francesi, piuttosto che denigrarli ...
Capisco Latouche quando dice che i "francesi vivono ancora nel sogno": loro hanno ancora la capacità di nutrire ideali, e noi italiani che cosa nutriamo?! Loro usano il cervello al meglio e senza lasciarsi condizionare, noi invece?! Ce lo lasciamo massaggiare dalla carta vetrata, a mio parere ...
Ad ogni modo: ad ognuno il suo, o meglio, ad ognuno quel che si merita!
Per approfondire i discorsi di Latouche sulla televisione e sull'immaginario collettivo, consiglio a chi ama leggere oltre che guardare il grande fratello...: Gilbert Durand e Pierre Bourdieu (in particolare di quest'ultimo "Sur la télévision") ... e concludo ringraziando la Francia per tutti gli intellettuali "non allineati" che ci offre, ma sopratutto grazie per continuare ad "ossigenare le nostre sinapsi!!!! :-*
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#5 Nebbia 2010-11-15 12:25
Leo55: cosa c'entra lo stato francese con il pensiero individuale di Latouche? Mica lui è un funzionario di governo! E poi le stesse cose le dice l'italianissimo Maurizio Pallante. Qui non si tratta di giudicare la provenienza di una persona, ma il senso di ciò che dice. Sarebbe come non fidarsi di quello che dice un architetto italiano solo perchè la nostra è la patria dei condoni edilizi o snobbare il pensiero di un giurista italiano solo perchè è risaputo che qui da noi la legge non è uguale per tutti.
Quanto al fatto che la Francia abbia ospitato terroristi di chiara fama senza restituirceli, d'accordo, è una cosa indegna. Magari la Francia stessa poi ti torna improvvisamente simpatica perchè usa il nucleare e ce lo vende pure. Quanto al contraddittorio: quella non era una tribuna politica durante la campagna elettorale, dove vige la parcondicio. Chi, al contrario di Latouche, pensa che l'innalzamento della temperatura della Terra sia un fatto benefico, chi elogia lo spreco e pensa di poter spremere il nostro mondo a suo piacimento, non ha che da organizzare una pubblica conferenza il giorno dopo (sperando in un uguale afflusso di spettatori).
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#4 Leo55 2010-11-15 08:05
Come al solito in Italia basta invitare un maestro di pensiero d'oltralpe (di sinistra naturalmente) il tutto condito con un po' di antiberlusconismo e il menu' è completo.
Ragazzi non posso accettare insegnamenti da chi proviene da uno stato che ha dato e continua a dare asilo e protezione con una legge a terroristi e cattivi maestri.
Altro piccolo appunto sarebbe bene invitare anche un contraddittorio.
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#3 mah 2010-11-14 12:07
Gino, non voglio rovinare questo splendido articolo con commenti inpropri, ma lo schifo delle trasmissioni sulle televisioni berlusconiane (spesso anche Rai) te lo vedi tu. Io spengo la tv e vivo meglio. Cinema, libri, Internet fanno molto bene alla salute!

p.s.: io adoravo Drive In. Chiamarlo 'pilastro culturale' mi pare eccessivo: era un programma comico!!! Parliamo di 'cult', non di 'pilastri culturali', per favore. C'è Posta per Te lo consideri come le 'fondamenta'???...
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#2 Karl 2010-11-13 23:14
e che c'è di male parlare del fenomeno dell'immaginario collettivo? Non è forse vero che la tv dell'intrattenimento è servita a intrattenere e contemporaneamente distrarre le masse?
Tutti quelli che tendono a minimizzare la gravità del fenomeno ragionano così e dicono "come al solito si parla di berlusconi", "la colpa è sempre sua", "che c'è di male che va a p****e"... al massimo dovreste chiedervi "Che c'è di male a non rispettare le leggi a commettere reati? Bene, berlusconi commette reati, e questo non vi indigna. Stiamo messi male.
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#1 Gino 2010-11-13 16:09
Come al solito, non poteva mancare il solito riferimento al presidente del Consiglio. E sì che non sarà uno stinco di santo, e che il conflitto di interessi è sotto gli occhi di tutti e pone problemi sulla qualità dell'informazione in Italia, ma sentirsi dire che siamo imbecillizzati dal modello culturale delle televisioni berlusconiane mi pare francamente inopportuno. Tanto più se si considera che il Drive In è uno dei pilastri culturali cui ogni uomo dovrebbe ispirarsi.
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