Finisce nel peggiore dei modi il “gioco dei ricorsi” tra la Regione Puglia e il Comune di Conversano, relativo alla discarica di contrada Martucci, ubicata nel territorio di Conversano, la quale raccoglie i rifiuti dei 21 paesi dell’A.T.O. Bari 5.
Il Consiglio di Stato, riunitosi lo scorso 26 ottobre per valutare il ricorso della Regione Puglia avverso la sentenza del TAR (la n. 03536/2010, con cui si vietava lo sversamento dei rifiuti nel terzo lotto e s’imponeva l’avvio complessivo degli impianti), ha accolto l'istanza cautelare (ricorso numero: 8499/2010) sospendendo l’efficacia della sentenza del tribunale amministrativo e fissando la trattazione del merito al 31 maggio 2011, in pubblica udienza.
Tale decisione viene supportata da una motivazione che s’avvicina all’atto di fede: “Considerato che i provvedimenti impugnati in primo grado, di carattere necessitato ed interinale, sembrano lasciar intravvedere l’impegno all’approntamento di prossime soluzioni alternative mediante l’attivazione del nuovo impianto complesso, fermo restando l’obbligo – al quale è tenuto per quanto di competenza anche il Comune di Conversano – di provvedervi con la massima sollecitudine”.
Da comuni ed ingenui cittadini, digiuni d’ogni giaculatoria giurisprudenziale, deduciamo che, in virtù di un presentimento di buona volontà della Regione Puglia ad attivare l’impianto complesso, si decide di “mettere a maggese” la precisa analisi dei rischi connessi all'ordinaria prosecuzione dell’attività nell’attuale discarica, documentata nella sentenza del TAR.
Da comuni ed ingenui cittadini, che vedono sempre più vacillare la propria fiducia nelle istituzioni, viene naturale chiedersi se possa mai ritenersi auspicio d’una proficua collaborazione il fatto che la Regione abbia impugnato una sentenza che garantiva di chiudere la partita in trenta giorni e, aspetto non meno rilevante, di rassicurare la popolazione di almeno tre Comuni.
Ancora, è auspicio d’una volontà a “provvedere con massima sollecitudine” la revoca dell’ultima ordinanza (n. 90/2010) che il Commissario Vendola firma con solerzia, legittimando il sopralzo del terzo lotto (di un metro – almeno per ora – come chiesto dalla Lombardi Ecologia nel procedimento di modifica dell’AIA)? Infine, sarà una coincidenza, ma nelle “carte bollate” non v’è traccia di nessuna scadenza, temporale o volumetrica, per il reale cambio di passo se non l’ormai rituale “nel tempo più breve possibile”.
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