L’uscita di scena del presidente Giancarlo Di Paola ha certamente scosso l’ambiente del Carnevale. Per cui, abbiamo chiesto alcune considerazioni a Franco Giotta e Vito Mastrangelo su questa situazione di incertezza che ha travolto il Carnevale.
Franco Giotta ci ha anticipato che nei prossimi giorni si terrà un incontro con il sindaco Avv. Gianvincenzo Angelini De Miccolis e i maestri cartapestai, per discutere della situazione incerta e sperando che il primo cittadino rassicuri i carristi.
Il maestro cartapestaio Franco Giotta, veterano del carnevale di Putignano, ha voluto evitare di dare opinioni sull’operato del presidente Di Paola, perché ha avuto veramente pochissimo tempo per conoscerlo. Tuttavia, ci ha raccontato un aneddoto, nella quale aveva anticipato quello che è successo: “Ho avuto modo di incontrato poche volte, in particolare, in una riunione di 4 o 5 mesi fa il presidente Di Paola ci esternò alcuni argomenti, che preferisco non riportare. In quell’occasione gli dissi non vorrei che un domani ci troviamo a parlare con un altro presidente, come in effetti succederà, e che queste battaglie che stai portando avanti diventano soltanto sogni. Come in effetti è successo.”
VITO MASTRANGELO - Abbiamo avuto l’onore di ascoltare il maestro Vito Mastrangelo, in genere molto restio a rilasciare interviste: “Una storia che si ripete ogni anno. Siamo arrivati a settembre e non sappiamo cosa fare per la prossima edizione del Carnevale, inizia a venire meno l’entusiasmo di poter lavorare con serenità.”
“Abbiamo appreso della dimissioni del presidente Di Paola appena due settimane fa, è naturalmente ci siamo rimasti male, perché noi credevamo nel presidente Di Paola e eravamo fiduciosi in un miglioramento della situazione. Attualmente, con una fondazione inesistente, per noi operatori del carnevale, viene ha mancare la serenità che abbiamo sempre invocato, considerato che per realizzare un carro allegorico abbiamo bisogno di quattro mesi, in seguito anche alla riduzione della collaborazione dei ragazzi”.
APPELLO AI GIOVANI - Il maestro cartapestaio Mastrangelo ha voluto cogliere l’occasione per lanciare un appello ai giovani putignanesi che si vogliono avvicinare all’arte della cartapesta: “Fino a qualche anno fa, in ogni capannone avevamo circa 10 ragazzi. Oggi, sono diventati pochi, per cui lancio un invito ai giovani putignanesi appassionati del carnevale e desiderosi di imparare l’arte della cartapesta, di avvicinarsi ai capannoni.”
In conclusione, la situazione è incerta, in quanto si attendono le nomine del nuovo CdA della Fondazione da parte del sindaco e, in particolare, bisogna chiudere il saldo dei premi della scorsa edizione, dalla quale i carristi avanzano un buona percentuale, pari circa a 5 mila euro. Al momento, l’unica cosa certa sono le date della prossima edizione: 20, 27 febbraio, 6 e 8 marzo 2011.
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Commenti
non solo una manifestazione! E tu jocker mi sembra che difendi una delle categorie? A "la scusa è il carro" penso che la tua conferma sarebbe quella di, verificare tra i carristi chi ha un vero lavoro e chi se lo crea con i soldi pubblici! Vanno fatte delle distinzioni perchè tra loro ci potrebbero essere degli onesti lavoratori .
Che vuol dire che il Carnevale era fatto per i putignanesi e non ad uso e consumo dei forestieri? Preferisci che come al solito ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli?
"Il carnevale ai putignanesi": la verità è che stiamo perdendo la sfida di rinnovare questa tradizione in un mondo diverso da quello di 20 anni fa, quando la si poteva organizzare con quattro soldi, perché era davvero cosa del putignanese. Oggi per sopravvivere la manifestazione si deve rinnovare, ovvero allargare, almeno a livello regionale. Ci abbiamo provato, non mi sembra sia cosa che faccia per noi. L'unica soluzione che si può intravedere è quella di affidare ad un consorzio privato la manifestazione. Si crea una Fondazione seria, autonoma da tutti i punti di vista, gestionale, patrimoniale, giuridica, così che se devono fare affari, li fanno per conto loro. Basta con questa promiscuità con la cosa pubblica. Il carnevale era nostro, ma non ce lo siamo mai davvero meritati.
Laddove non si intravede una possibilità di far cassa, ecco che il sistema si inceppa e nascono le prime difficoltà.
Detto per inciso e a scanso di equivoci, se l'economia del paese ne beneficia con il Carnevale ben venga, ma non deve diventare, come oggi, il principale obiettivo, tale possibilità deve rimanere confinata nell'alveo della probabile conseguenza, ma il fine primario è e deve restare quello della passione.
Altrimenti, se ci si può guadagnare il Carnevale si fa, se qualche anno, invece, i possibili utili sono scarsi, allora, è meglio non farlo proprio! Ma vogliamo arrivare a tale paradosso continuando in tal modo?
Ma "il carrista" è un lavoro o i carristi di Putignano fanno altro mestiere e costruire carri è solo hobbie?