Martedì 22 Maggio 2012
   
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SERE D'ESTATE: ULTIMA SERATA CON ''IL PADRE DELLA SPOSA''

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Recensire uno spettacolo come la commedia presentata sabato sera, 31 luglio, alla Tenuta Colavecchio, potrebbe condurre l’interprete a pensare che ciò che si è scritto, sia il frutto del solito luogo comune, e che le espressioni usate siano frasi di stile che tutti si aspettano. In realtà, “Il padre della sposa” presentato dalla compagnia teatrale  putignanese “I commedianti”, con la regia di Paolo Lippolis,  è una commedia frizzante e leggera, che nell’arco di più di due ore, si snoda attraverso cambi di  abiti e scenografie che a dir il vero, in qualche occasione, hanno mostrato il personale che si affannava dietro le quinte a spostare muri in cartongesso, ma niente di grave, come si dice, “è il bello della diretta!”

La storia è alla portata di tutti: una giovane laureata torna da un master tenutosi all’estero, e annuncia il suo matrimonio con un giovane di belle speranze, ma figlio di una nobile casata. Inutile dire, che questo, incontra la resistenza del padre della ragazza che cercherà di osteggiare con molteplici modalità (tutte alquanto innocue) il matrimonio dell’amata figlia, considerata sin dalle prime battute della commedia, ancora come la propria bambina. Non si tratta della solita commedia basata sull’equivoco e sui doppi sensi, tipica espressione di teatralità locale, la professionalità degli attori, con una dizione e una mimica abbastanza misurata ha consentito di mantenere un alto profilo della storia, che  in alcuni punti , e in prossimità del cambio di scena, presentava un certo rallentamento.

L’attore principale si è calato perfettamente i panni del padre della sposa, ed è apparso convincente nel suo ruolo, esercitando una certa vis actrativa sul palco e sul pubblico, ma anche l’interpretazione del ruolo della  figlia è apparsa, sin da subito, molto reale.

Ovviamente la figlia riesce a spuntarla, anche grazie ad una presa di coscienza “forzata” del padre, che colto sul fatto, mentre tramava ancora una volta come un Don Rodrigo di altri tempi, ha dovuto acconsentire, non solo al matrimonio, ma anche al fatto che questo fosse organizzato da un wedding planner, un organizzatore di matrimoni abbastanza effervescente che impone l’acquisto di cigni bianchi del valore di 4.000 euro, per la cerimonia nuziale, prematuramente divorati dai tre feroci doberman, di proprietà della famiglia dello sposo.

Purtroppo, la pioggia ha impedito di godere al meglio non solo la fine della storia, ma anche la degustazione di prodotti locali, preparati per l’occasione, da assaporare davanti al panorama di una lontana Putignano, arroccata sui colli e fatta di case e lucette. Ad ogni buon conto il folto pubblico è rimasto fino all’ultimo.

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