Domenica 05 Febbraio 2012
   
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CONVEGNO SUL CREDITO AGEVOLATO PER LE IMPRESE

confartigianato-putignano

Il convegno sul credito agevolato per le micro e medie imprese, svoltosi lunedì sera presso la sede della Confartigianato di Putignano, ha mostrato ancora una volta le difficoltà incontrate dai governanti meridionali a gestire il rilancio dell’economia locale, oltre ad evidenziare un generale astensionismo delle donne e dei giovani di fronte alle sorti della propria categoria professionale.

I quarantacinque minuti di ritardo, dovuti a precedenti impegni del sindaco, hanno generato dei malumori, sfociati nell’abbandono prematuro della sala, ancor prima che tutti i relatori iniziassero ad esporre le proprie argomentazioni, e in platea, quasi completamente composta da uomini, si è notata l’assenza delle donne e delle nuove generazioni, probabilmente perché queste ultime, o manifestano scarso interesse verso queste tematiche, che in realtà  molto spesso si risolvono in una bolla di sapone, o, molto più semplicemente, molti meno giovani si avviano verso tale tipo di carriera professionale.

Nel 2009, gli artigiani putignanesi iscritti alla Camera di commercio ed artigianato di Bari sono stati 896, registrando un aumento di 66 nuove unità, a fronte di 82 soggetti che hanno chiesto la cancellazione dallo apposito elenco. I dati sono sconfortanti in tutta la provincia, dove si registra un saldo negativo di 300 iscritti rispetto agli anni precedenti, evidenziando come la crisi, sia diffusa e stagnante. Sono dati che fanno pensare, e come ha osservato acutamente l’assessore Giuseppe Genco, presente tra i relatori del convegno, il ricorso al credito non rientra nell’ottica di sviluppo di un’impresa locale, quanto in quella di sopravvivenza della stessa.

Sostanzialmente i due assi portanti sui quali si è incentrata la discussione, si riferiscono:

  • ai contributi a favore di cooperative di garanzia e consorzi fidi per la dotazione di fondi rischi, diretti, alla concessione di garanzie in favore di operazioni di credito attivate da piccole e medie imprese (P.O. Puglia FESR 2007- 2013 azione 6.1.6.),
  • ai finanziamenti agevolati  “Regione Titolo II”, per l’acquisto, la costruzione, la ristrutturazione  e   l’ampliamento  degli immobili destinati a laboratori e depositi.  Inoltre, tali finanziamenti agevolati possono essere concessi anche per l’acquisto di macchinari ed attrezzature, oltre che per l’acquisto di programmi informatici, brevetti e licenze.

Per i finanziamenti “Titolo II” la situazione è paradossale, in quanto, chi è stato ammesso al finanziamento, non ha ancora ottenuto l’erogazione di un euro, nonostante siano disponibili 100 milioni di euro che la Regione ha dato in gestione a Sviluppo Italia, con le farraginose procedure che la caratterizzano, che costringono l’imprenditore ad impegnarsi finanziariamente sin da subito con rimborsi effettuati dalla sopraccitata società di gestione, anche dopo un anno e mezzo dall’investimento.

Per i P.O. Puglia,  - azione 6.1.6. , invece, sono potenzialmente beneficiarie tutte le piccole e medie imprese con sede legale nella regione Puglia operanti: nell’artigianato, commercio, turismo, piccola industria e servizi. Le operazioni attivabili ineriscono gli investimenti di beni materiali e immateriali, le attività di riequilibrio finanziario e di capitalizzazione aziendale. L’importo massimo finanziabile è di un milione e cinquecento mila euro o di 750 mila euro per le imprese operanti nel settore dei trasporti. Il vantaggio almeno teorico, consiste nella possibilità di ottenere un mutuo chirografario, cioè non assistito da garanzie patrimoniali.

Coloro che intendono utilizzare queste misure di sostegno alle imprese dovranno affrettarsi, in quanto dal 2013, saranno altre regioni a beneficiare dei finanziamenti concessi dalla Comunità europea.

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