Venerdì 18 Maggio 2012
   
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DOMENICA RACCOLTE 250 FIRME SULL'ACQUA

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Nella giornata di domenica 9 maggio, il Comitato “Acqua per il bene Comune” di Putignano ha raccolto 250 firme, presso il banchetto allestito in Piazza XX Settembre. Dall’inizio della Campagna Referendaria “L’acqua non si vende” sono 600 i cittadini putignanesi che hanno firmato contro la privatizzazione dell’acqua.

Nella mattinata di lunedì 10 maggio, Emiliano Montanaro, promotore del comitato putignanese, ha partecipato ad una conferenza sul tema della libertà, tenutasi con gli studenti del Liceo Scientifico Majorana, presso la Sala San Gaspare del Bufalo e organizzata dall’UDS di Putignano. Dopo la visione del film “Train de vie” (Treno di vita), ci sono stati gli interventi di Gianni Pugliese che ha parlato della libertà legata al mondo fascista e di Emiliano Montanaro che ha parlato della libertà legata all’acqua.

Il prossimo appuntamento è mercoledì mattina 12 maggio, con un banchetto allestito da Rifondazione Comunista di Putignano durante il mercato settimanale su Corso Umberto I, nei pressi del monumento dei Caduti.

“L’ACQUA NON SI VENDE” - L’iniziativa, promossa dal Forum italiano Movimenti per l’Acqua, ha l’obiettivo di liberare l'acqua dalla privatizzazione e dalla mercificazione e ribadire definitivamente il suo status di bene comune e diritto umano universale.

I tre quesiti, riguardano l’abrogazione dell’art. 23/bis della legge 133/2008 e di due articoli del cosiddetto “Codice dell’ambiente”, il 152/2006. Messi a punto da giuristi come Stefano Rodotà, Gianni Ferrara e Alberto Lucarelli, se approvati renderanno possibile il ricorso ad aziende speciali o enti di diritto pubblico che gestiscano l’acqua come servizio di interesse generale, senza profitti.

Primo Quesito: fermare la privatizzazione dell’acqua. Si chiede di abrogare l’art. 23 bis della legge 133/2008. L’ultima normativa in materia approvata dal Governo Berlusconi, che ha segnato un’accelerazione del processo di privatizzazione. Stabilisce come modalità ordinaria di gestione l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o affidamento a società miste con socio privato almeno al 40%.

Secondo Quesito: aprire la strada alla ripubblicizzazione. Si chiede di abrogare l’art. 150 del decreto 152/2006 che stabilisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la Gestione attraverso SpA a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico.

Terzo Quesito: eliminare i profitti dal bene comune acqua. Si chiede di abrogare l’art. 154 del decreto 152/2006 che dispone che le tariffe del servizio siano determinate tenendo conto della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

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