Martedì sera a Putignano, presso la sede dell'UDS (Unione degli studenti) è stato presentato il comitato “Acqua Bene Comune”, nato prima su scala nazionale e ora diventando sempre più importante anche a livello locale.
Ospiti della serata i nostri concittadini Alessandra Aquilino e Emiliano Montanaro, i quali, facenti parte del comitato pugliese “Acqua bene Comune”, con sede a Bari, hanno spiegato quali sono le finalità del comitato.
Alla fine degli anni novanta si è costituito il World Water Forum, associazione su scala internazionale, della quale fanno parte anche varie multinazionali, che avrebbe avuto il compito di valutare in che modo si sarebbe dovuta usare l'acqua e come tutelarne l'uso anche per i più deboli - dichiara Alessandra Aquilino. - Ma in realtà, sul fenomeno della privatizzazione delle risorse idriche, tenendo presente che al di là ci sono ingenti interessi economici, lo stesso forum si è trasformato anche in un organo capace di influenzare i governi sia a livello politico, sia a livello economico.”
“Nel 2007 a Istambul - ha continuato Alessandra Aquilino - il Forum ha raggiunto l'accordo su alcuni principi, e cioè l'acqua serve a soddisfare i bisogni dell'uomo e la sua priorità sarebbe il suo utilizzo sia per la produzione di energia, sia la produzione di 'bio-fuel'. In realtà l'acqua non è un bisogno, che può essere soddisfatto da chiunque ne abbia le possibilità, ma un diritto primario dell'uomo, e per questo da tutelare.”
“Al Forum si è contrapposto, con il passare del tempo il 'popolo dell'acqua', che naturalmente ha priorità e principi completamente diversi: l'acqua è un bene di tutti, è un diritto di ognuno, deve essere accessibile a tutti. Per questo sarebbe un delitto privatizzarla”.
In seguito Emiliano Montanaro, membro anche di Ingegneria senza Frontiere, ha spiegato quali sono i quesiti del referendum abrogativo, per i quali ci sarà una raccolta firme dal 24 aprile su tutto il territorio nazionale:
“Nel 2006 c'è stata una proposta di legge popolare, con l'avallo di 406.000 firme, per bloccare la così detta privatizzazione dell'acqua. Questa proposta, dopo che è stata presentata nel 2007, è rimasta parcheggiata presso la commissione ambiente aspettando tutt'ora di essere discussa e votata. Se non che nel frattempo è stata promulgata la “Legge Ronchi” la quale in più articoli viene sancito di fatto la fine delle concessioni pubbliche per l'acqua e l'apertura a un mercato privato. Senza tener presente che cosa effettivamente è successo a Latina o Firenze, dove, nel passaggio dal pubblico al privato della gestione delle acque, gli utenti, i cittadini, si sono trovati a dover pagare ingenti bollette.”
Per questo, si chiede, con la firma ai tre quesiti referendari:
- di abrogare la legge Ronchi nella parte in cui si afferma che il 40% delle concessioni sarà privata, e la percentuale aumenterà con il passare del tempo,
- di abrogare l'art. 150 della legge 152/2006 in norme d'ambientali, nella quale si afferma che la gestione sarà affidata per mezzo di gare d'appalto al cui accesso potranno partecipare tutti,
- l'abrogazione dell'art. 154 appartenente sempre alla legge 152/2006, per il quale una parte della tariffa serve anche per pagare una quota del capitale sociale dell'ente di gestione.”
Hanno dato la propria disponibilità alla partecipazione al comitato le associazioni putignanesi presenti: “Sinistra e Libertà”, “Cittadinanzattiva”, “Pax Christi”, “Legambiente”, “WLAB”, “Rifondazione”.
I due giovani putignanesi hanno tenuto a puntualizzare che si tratta di un comitato di tipo apolitico: esso viene sostenuto dai vari partiti che, però, non fanno parte dell'ente promotore. Ad esso tutti possono iscriversi e chiedere informazioni al sito www.acquabenecomune.com.
Naturalmente è stato chiesto, per la raccolte delle firme che comincerà il 24 aprile e durerà per 90 giorni, aiuto alle associazioni presenti, alcune delle quali, pur non ancora facenti parte del comitato, avendo già espresso il loro consenso e hanno subito offerto il loro aiuto almeno per una campagna di sensibilizzazione.
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