Domenica 23 Settembre 2018
   
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Giù le mani dalle lampade a petrolio

Comitato SMA Putignano

In attesa dei prossimi comunicati tecnici, vi propongo un aneddoto storico che mi ha fatto riflettere.

PUTIGNANO anno 1908: 110 anni fa la nostra cittadina aveva 15000 abitanti e stava vivendo un momento di stasi; economia basata su agricoltura e artigianato; tanti abitanti per sopravvivere erano costretti ad emigrare, grandi difficoltà per tutti e non c’era una visione nitida di come andare avanti, una prospettiva.

PUTIGNANO anno 2018: 110 anni dopo mi sembra che la situazione sia la stessa, con le dovute eccezioni in quanto i tempi sono radicalmente diversi. Ma concettualmente stiamo vivendo un ricorso storico. Infatti oggi Putignano è ferma, senza visione e senza prospettiva a causa di una preoccupante stasi amministrativa; i giovani che hanno grandi capacità devono andare via per una piena realizzazione professionale, e zero crescita.

Nel primo Novecento però, Putignano ebbe la fortuna di “possedere” i pionieri dell’ imprenditoria del sudest barese che, partendo dalle attività artigianali di famiglia, stavano cominciando a progettare quella che sarebbe diventata la grande industria putignanese degli anni ‘50 e ’60. Grazie alla caparbietà di questi cittadini lungimiranti Putignano colse la grande occasione dello sviluppo commerciale.

Lo step decisivo fu dato dalla nascita della Società Elettrica di Putignano: dal 2 agosto 1908 eravamo il primo paese (dopo Bari) a beneficiare dell’ energia elettrica. Il Sindaco dell’epoca, Cav. Uff. Giuseppe Console, rese onore all’ Avv. Filippo DeMiccolis per aver investito gran parte dei capitali necessari all’opera.

Noi oggi non possiamo vivere senza energia elettrica, ma secondo voi come fu accolta questa innovazione? Incredibilmente la cittadinanza si divise.

Simpaticamente possiamo dire che si formò il fronte dei “Giù le Mani dalle Lampade a Petrolio”. Senza dilungarci troppo, riporto solo uno stralcio di un documento dell’epoca “… In un paese come il nostro dove si vive unicamente di risorse agricole, dove tutti sono o dovrebbero essere agricoltori, dove a due ore di notte si è quasi tutti a letto, non mi pare che ci sia il bisogno impellente della luce elettrica … E’ sempre l’errore delle nostre pubbliche amministrazioni, che, composte per lo più da persone agiate, guardano più ai loro bisogni che a quelli della generalità…”. La lettura integrale è qualcosa di splendido.

Oggi noi abbiamo il comitato intergalattico del Sindaco Giannandrea “ Giù le mani dall’ Ospedale” (che fortunatamente rappresentano solo loro stessi); la differenza tra il Sindaco Console e Giannandrea è che il primo non commise l’ errore (o strumentalizzazione politica ?) di dar corda alle paure (e poca conoscenza) di alcuni cittadini, ma li guidò e con lungimiranza contribuì allo sviluppo del paese.

Invece della manfrina a cui assistiamo, un Sindaco responsabile avrebbe dovuto subito dire ai cittadini che il piano di riordino con l’ attuazione del DM70 non è altro che il modo per rivoluzionare e innovare il Sistema Sanitario Nazionale per adeguarlo ai tempi moderni e alla sostenibilità economica. Tutto qui. Se non si innova come si fa a progredire ? Le nuove tecnologie della medicina specialistica come si possono utilizzare nel pubblico senza strutture adeguate ? le strutture private offrono molto di più, che si fa ? ecc…

Personalmente prenderò sempre ad esempio il Sindaco Console che guidò i nostri trisnonni con lo sguardo rivolto al futuro; Giannandrea crede di andare avanti immobile con lo sguardo rivolto al passato; questa è l’unica colpa che imputo a lui, e l’andamento attuale di Putignano lo conferma; sul resto ci si può confrontare da buoni amici. La storia è sempre utile.

Laera Giuseppe / Comitato S.M.A. Putignano

Commenti 

 
#5 Tesina 2018-02-27 09:25
Un minimo riferimento al fatto che a Putignano non abbiamo un rappresentante politico in Regione, no?
Quando c'erano Di Staso e Fitto a Putignano si votava a sinistra; con Vendola e Emiliano si vota a destra.
Mo, m'raccuman vutat a Spadavecchj!
 
 
#4 il gabbiano 2018-02-23 17:02
certamente l'ospedale non si chiuderà...... ma verrà semplicemente rinnovato nelle sue funzioni e specializzazioni. sono perfettamente d'accordo sulla circostanza che vede una sempre maggiore specializzazione e qualificazione dei centri di cura i quali per poter funzionare hanno bisogno di possedere attrezzature di notevole costo che non possono essere disseminate in ogni piccolo ospedale o centro di cura. occorre che finalmente questo nostro territorio si doti di ospedali che possano competere con quelli del Nord altrimenti saremo sempre costretti ad andare a Milano per curarci seriamente.
la battaglia di chi chiede di "non mettere le mani sul nostro ospedale" serve solo a conservare lo "statu quo" cioè a continuare ad avere ospedali di scarsissimo livello ma solo in grado di garantire posti di lavoro clientelari e costringere ad "emigrare" per curarsi!!!!!
con questo modo di fare continuiamo da dare forza e riconoscimenti ai "Salvini" di turno e a quei nostri (per fortuna pochi) rinnegati concittadini che sostengono con la loro candidatura i tradizionali affamatori del SUD.
PER FAVORE SVEGLIAMOCI!!!!!!!!!!
 
 
#3 ZORRO 2018-02-20 11:37
CHIACCHIERE
 
 
#2 Gino 2018-02-18 09:20
Aneddoto molto divertente. Non capisco però qual è l’opinione di Giuseppe Laera: lo chiudiamo o no questo Ospedale?
 
 
#1 Cane Sciolto 2018-02-17 11:14
Complimenti a questo luminare del giornalismo.
 

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