PutignanoWEB.it vi presenta i Carri Allegorici dell'edizione 2010 del Carnevale di Putignano.
CARRI ALLEGORICI DI PRIMA CATEGORIA
Angelo Loperfido
Titolo: Assalto alla diligenza
Il carro descrive la situazione politica attuale immaginando l’eterno conflitto dei partiti (e dei politici) in una lotta tra i più “classici” dei rivali: gli indiani (con a capo Berlusconi) e cowboy (con a capo Di Pietro). (A.L.)
Gianni Decataldo
Titolo: Fumata nera
Contro ogni forma di intolleranza razziale, un grande personaggio di origine afro-americana in questo periodo sta dimostrando di poter tenere le redini di un grande Paese come l’America, affrontando pregiudizi e traversie con tenacia, onestà e chiarezza di intenti, tanto da meritare anche il premio Nobel per la pace nel mondo. A questo punto viene facile formulare l’eventualità di un prossimo Papa anch’egli nero che possa, più di ogni altro, conciliare mondi ancora molto diversi. Per l’occasione anche la tradizione è fortemente stravolta da una fumata nera, non più bianca. (G.D.)
Domenico Impedovo
Titolo: Muchacha... a mi me gusta la siesta
La satira del carro è riferita alla virilità maschile e di come essa nell’ultimo periodo sia venuta a mancare a causa delle donne. Guardando i mass media si ha conferma di ciò poichè vengono spesso riportate notizie su personaggi più o meno noti che incontrano transessuali, o si viene a conoscenza di recenti statistiche da cui si nota che le coppie stanno diminuendo sempre a causa dello stesso problema; di qui la presentazione del carro, che vede in alto una donna molto prorompente e sexy “Jessica Rabbit”, che cerca di attrarre l’attenzione dell’uomo, il quale invece è seduto in basso intento a suonare la chitarra senza darle retta, mentre i due tori che stanno accanto a Jessica Rabbit sono il simbolo per antonomasia della virilità. (D.I.)
Franco Giotta
Titolo: Il ceppo
H1N1, “escort”, scudo fiscale, Costituzione italiana in discussione, attacchi a poteri forti, democrazia in discussione; “il ceppo”, parte iniziale e fortemente radicata di ogni cosa o fonte di vita dove si fissano i valori, regole, principi. Prendendo spunto da questo, il carro raffigura e rappresenta il radicamento di vari eventi che stiamo vivendo. Un’Italia dove anche il gioco pubblico si è radicato in varie forme, dove i cittadino ogni giorno può illudersi della mera vittoria, crogiolandosi nella certezza che prima o poi arriverà la vittoria e ci sarà un futuro migliore. (F.G.)
Deni Bianco
Titolo: 20.000 beghe sotto i mari
«Come le balene, anche le navi affondate si fanno uscire dalla pancia versi bassi come muggiti, rantoli cavernosi come un sospiro a bocca aperta, gemiti e mormorii lunghi, che viaggiano dentro l’acqua e arrivano lontano, senza che niente li fermi […] esiste un canto delle navi perdute?» (Carlo Lucarelli, Navi a perdere)
Negli abissi più profondi e oscuri ma mai troppo distanti dall’uomo, fauna e flora marine imparano in fretta a convivere con sinistre e fluorescenti presenze, diventate inesorabilmente parte integrante dell’habitat sommerso. Gli esemplari della nuova specie hanno forma e consistenza molteplici ma alcuni elementi distintivi comuni: non nascono in mare, sono altamente tossici e radioattivi e, per loro natura, fortemente indesiderati. Sono trasportati in alto mare dalle grandi navi dei veleni che a volte li accompagnano inabissandosi solidalmente. E le vicende alle loro spalle sono oscure come i fondali in cui giacciono! Storie di mafia, di politiche segrete, di accordi clandestini, di misteriosi omicidi e di sporchi interessi economici.. La nave Velenia è comandata da una piovra spavalda che ingrassa all’ombra di omertosi “non vedo”, “non sento” e “non parlo” e sta cercando un nuovo angolo di mare in cui scaricare i suoi trasporti eccezionali. E se ciò porterà all’ennesimo sconquasso, poco importa, purché l’unica salvaguardia sia quella del denaro… (D.B.)
Vito Mastrangelo
Titolo: Il paese del buon Gesù
Immigrazione clandestina, una vera e propria emergenza. Dai clandestini l’Italia è vista come “il paese del buon Gesù”, arrivano affrontando viaggi massacranti, stipati su barche fatiscenti o nascosti nei cassoni di camion, ma molte volte il viaggio viene segnato da numerosi morti, come testimoniano le cronache quotidiane. La costruzione porta in scena un gigantesco tre ruote carico di emigranti, cinesi, marocchini, africani, arabi, etc. Arrivano ballando e cantando ma non sanno della nuova legge Bossi-Fini, per la quale tutti gli emigranti che non hanno il permesso di soggiorno devono lasciare l’Italia; ma questo non avviene quasi mai. (V.M.)
Nardelli-Galluzzi-Mezzapesa
Titolo: Italia... che teatrino
Il carro allegorico è una metafora delle più recenti vicende di questa Italia in declino, nuovo decadente teatrino i cui protagonisti sono personaggi privi di qualsivoglia talento: potenti, pentiti, buffoni di corte, spioni, urlatori e meretrici, cospiratori e pubblici mentitori, tutti attori incapaci di sceneggiare la loro parte, di agire consapevolmente e responsabilmente e che ne necessitano di un cinico burattinaio che muove i fili delle loro azioni. Dov’è, su questo misero teatrino della nuova Italia, la linea di separazione fra realtà e finzione? L’azione sulla scena e il dietro le quinte sembrano essere intercambiabili e il grande burattinaio travestito da Sole della Ragione altro non fa che occultare i tentacoli di un oscurantismo neomedievale. (N.G.M.)
CARRI ALLEGORICI DI SECONDA CATEGORIA
Al fianco dei carri mastodontici della prima categoria troviamo anche queste splendide opere in cartapesta di dimensioni più ridotte, curatissime in ogni particolare e splendidamente animate.
Associazione cartapesta che passione di Pietro Cappellano
Titolo: Da domani dieta
Molto frequentemente dopo aver mangiato troppo ci promettiamo che dal giorno successivo faremo una dieta ferrea, cosa che puntualmente non accade. L’obesità infatti è un fenomeno sempre più diffuso ed ormai causa di morte seconda solo al fumo.
Il pupo centrale del carro è seduto su una panca multifunzionale per praticare palestra, ma in realtà la panca si muove da sola mentre il pupo con una forchetta in mano pensa alle leccornie che sono presenti sul carro: gelati, caramelle, dolci, etc. Nel frattempo dei diavoli con dei tovaglioli, raffiguranti cibi grassi, rappresentano le tentazioni a cui i golosi non sanno rinunciare.
Gruppo Pantaleo
Titolo: Mogli e buoi dei paesi tuoi
Il carro che proponiamo vuol promuovere ed incentivare il consumo dei nostri prodotti locali, evitando inutili importazioni estere che recano danno alla nostra economia. L’opera è costituita da un pupo raffigurante una massaia, la quale è alla guida di una moto contenente alcuni prodotti come: vino, olio, latte, ortaggi, etc. La donna stringe tra le mani matterello e lanterna, mentre nella parte centrale del carro sono presenti fiori, balle di fieno, lombrichi, paglia e grano. Nella parte bassa troviamo poi un orto rigoglioso di pomodori e peperoni, che farà da cornice a cinque pupi (uomini e donne) che da ipotetici consumatori mostrano di aver percepito il messaggio stringendo tra le loro mani cesti di prodotti locali.
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Commenti
bho
Ricordo il treno di Delfine(dimenticavo...io ho foto dei carri dal 1949 ad oggi) il pirata Golia di Decataldo e Iannone nel 1988, un pirata enorme, grande quanto la base, Il Pinocchio di Nardelli del 1993 (si alzava in piedi sulle gambe, qualcosa di fenomenale per quegli anni oppure il mastodontico Cigno di Mastrangelo...tutti carri innovativi nell'impostazione (che poi siano piaciuti o meno è una cosa a parte, in quanto il gusto della bellezza è una cosa soggettiva).
Questo per dire che ogni carrista ha provato, qualche volta, ad osare qualcosa di nuovo...non c'ha provato il solo Giotta....
quello di quest'anno mi lascia troppo perplessa, sia nei colori, sia nella struttura. quei tentacoli sporgenti al di sotto della piovra non so a cosa vanno ricondotti, poi la balena perde molto quando chiude la bocca. come al solito, anche l'anno scorso, quando si chiudeva l'arca il carro sembrava funebre
bye
Caro Pollo...se Deni Bianco meritasse di vincere per 4 anni di seguito, non vedo cosa avrebbero da protestare gli altri....se Deni riesce a fare il carro più bello (sempre secondo la giuria) x 4 anni di fila, significa che gli altri non hanno interesse a fre un carro competitivo...con questo non voglio assolutamente dire che il carro di Deni Bianco merita di vincere...voglio solo dire che SE LO MERITASSE, gli altri non avrebbero assolutamente alcuna voce in capitolo nel protestare!
Ricordo anche che nel bando di concorso ci sono delle clausule che, nel caso i carristi attuassero una protesta come quella da te paventata, addosserebbero tagli sul premio finale...ricordiamoci che il carnevale non è dei carristi...ma dei Putignanesi che con le loro tasse lo sovvenzionano!
beh credo che un'eventuale vittoria di Deni, per quanto meritata, sarebbe troppo per gli altri carristi che certamente protesterebbero!!!!
e se si rifiutassero di tirare fuori i carri per l'edizione estiva o addirittura li smontassero e li vendessero prima del tempo????
non sarebbe una bella figura per il paese e per il nostro Carnevale!!!
credo che quest'anno Deni potrà ambire al massimo al 2' posto...
meritano moltodi più Mastrangelo con un tre ruote che prende tutta la base o Deni con un carro "spezzato", due pupi principali posti su asi differenti o anche Loperfido con una carrozzo "volante"...sicuramente una novità al nostro Carnevale!!!
Giotta, un tempo il migiore a Putignano, ultimamente ha perso colpi e dovrebbe rimodernarsi!!!!!
lui può...è un ottimo carrista e spero lo dimostri nella prossima edizione!!!!!
sempre la stessa negli ultimi anni: pupo centrale alto, pupo centrale basso, un paio di movimenti ai lati e qualcosina su, finish
mi spiace, ma quest'anno voto impedovo
che vinca il migliore
penso che quest'anno la vittoria sia meritata per Mastrangelo che ha fatto un bellissimo carro, curato in ogni minimo particolare, bei colori, bei movimenti, lavorazione della cartapesta ottima (la migliore di Putignano) e soprattutto è un carro "pieno"...lo vedi di fronte e ti sembra che non ci sia mezzo metro di spazio libero sulla base!!!!!
Credo che Giotta si sia giocato la vittoria avendo realizzato un carro sicuramente bello ma piccolo...quel tronco sarebbe potuto essere più alto e più largo, e aprendosi sarebbe divenuto enorme!!!! e il pagliaccio, sicuramente stupendo, sarebbe potuto essere un pò più grande!!!! in ogni caso i miei migliori auguri di buona guarigione...
BUON CARNEVAE A TUTTI (tempo permettendo) E CHE VINCA IL MIGLIORE!!!!! (giuria competente permettendo...????)
per quanto rigiarda invece le facce...beh credo che ogni carrista possieda una sua tecnica e abbia una sua idea di espressione dei volti e delle fisionomie...prendete De Cataldo, ad esempio...i pupazzi di contorno sono sempre moto simili, così come anche i pupazzi di Giotta o del Gruppo Loperfido!!!!! quando non ci sono somiglianza, è facile fare dei pupazzi molto simili negli anni che vengono fuori dal nulla e servono solo per "riempire" il carro!!!!!
complimenti e buona guarigione